Il viterbese Marco Cima in Quirinale dal Presidente della Repubblica Mattarella
Marco cima stringe la mano a Mattarella
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E’ un risultato storico quello ottenuto dalla nazionale di scherma paralimpica ai mondiali di Fiumicino, chiusi con cinque medaglie d’oro, tre d’argento e altrettante di bronzo.

L’atleta viterbese Marco Cima è stato ricevuto dal Presidente Mattarella assieme alla nazionale paralimpica di scherma che ha ben figurato ai mondiali.

E’ un risultato storico quello ottenuto dalla nazionale di scherma paralimpica ai mondiali di Fiumicino, chiusi con cinque medaglie d’oro, tre d’argento e altrettante di bronzo.

Mondiali in cui il viterbese Marco Cima, ha conquistato il titolo di campione del mondo nella sciabola maschile a squadre assieme ad Alberto Pellegrini, Edoardo Giordan e Alessio Sarri.

Numeri entusiasmanti che hanno portato il presidente della repubblica a ricevere gli azzurri al Quirinale. Sergio Mattarella ha rompendo lo schema tradizionale dei suoi ricevimenti ed è andato a salutare gli atleti uno per uno.

“Risultati così non sono regalati – ha spiegato il capo dello stato – ma sono frutto di impegno, sacrificio e allenamento. Per raggiungerli non basta l’impegno, ci vuole anche la passione. Avete inviato un messaggio a tanti
altri: ci sono tanti giovani con disabilità che potrebbero ottenere nello sport grandi successi. Siete un esempio”.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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