Il viterbese Giorgio Santucci disegna il nuovo numero di Dylan Dog
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Il numero 374 del celebre fumetto Dylan Dog usa matite e colori made in Viterbo. Il viterbese Giorgio Santucci è il nuovo disegnatore dell’ultima avventura dell’eroe dei fumetti in edicola il 28 ottobre, che ci porta alla scoperta del mondo del disegno con tutta l’eccellenza di un artista a tutto tondo.

Il numero 374 del celebre fumetto Dylan Dog usa matite e colori made in Viterbo. Il viterbese Giorgio Santucci è il disegnatore dell’ultima avventura dell’eroe dei fumetti in edicola il 28 ottobre, che ci porta alla scoperta del mondo del disegno con tutta l’eccellenza di un artista a tutto tondo. La passione di Santucci per il disegno arriva da lontano, già nei primi anni dell’adolescenza, quando prendere in mano una matita, poi diventata china, era rifugiarsi in un mondo magico dove tutto è permesso e dove l’arma più potente, è il suo tratto che sul foglio diventa segno e simbolo.

La scoperta della maturità sono i fumetti di Andrea Pazienza, letti voracemente tra i banchi del liceo, un amore profondo per i supereroi che culmina nel 1996 con la prima pubblicazione di una mini serie di fumetti chiamata “Santucci Stories”.

La Sergio Bonelli Editore si accorge del talento e offre al giovane viterbese di entrare a far parte della squadra di Dylan Dog mettendo a sua disposizione tutti i mezzi per rendere ancora più avvincenti le avventure dell’Indagatore dell’Incubo.

“Questo numero lascerà un segno forte in tutta la serie, la splendida sceneggiatura di Mauro Uzzeo mi ha permesso di scatenarmi creativamente e sperimentare senza alcuna imposizione”. Queste le parole di Santucci che fiero presenta il suo lavoro e la sua passione per il fumetto come forma d’arte.

L’appuntamento con Giorgio Santucci è per il 28 ottobre in tutte le edicole con un nuovo episodio di Dylan Dog e sicuramente ancora più lontano nel fantastico mondo del fumetto.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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