
”E’ la provincia di Viterbo la più ricca di terme d’Italia ovunque spuntano pozze e sorgenti termali d’acqua sulfurea, vere Spa e piscine a cielo aperto, quasi tutte libere per chi vi risiede e con un’entrata di pochi euro per chi vi arriva da fuori e vuole godere dei benefici di queste acque miracolose”. Sono le parole di un articolo pubblicato poco fa dall’Ansa nella sezione ‘In Viaggio’. Un escursus delle migliori zone termali d’Italia che si traduce in una standing ovation per la Tuscia, regina delle terme italiane.
L’articolo dell’Ansa parte dai Bagni Vecchi di Bormio, di origine romana e caratterizzate da grotte panoramiche, e attraversa tutta l’Italia, dalle terme di Chianciano in Toscana, dove si trovano anche le cascate del Mulino e i gradoni di Manciano, fino alle acque di Telese a Benevento o quelle di Riolo in provincia di Ravenna. Poi arriva alla Tuscia e si apre un mondo fatto di ruscelli d’acqua termali che spuntano un po’ ovunque.
Una menzione d’onore anche per le nostre Terme del Bullicame, che secondo l’articolo “offrono un paio di piscine naturali situate in aperta campagna, a cui viene convogliata l’acqua in modo impetuoso direttamente dalla sorgente termale che si trova a pochi metri. Anche qui il fango biancastro che si trova sul fondo della piscina più calda, e più piccola, è utile per massaggiare e levigare la pelle”.
“A tre chilometri da Viterbo – continua – si fanno bagni termali, soprattutto di notte quando fa freddo, nelle piscine Carletti, la cui acqua limpidissima fuoriesce da due polle calde, raggiungendo anche i 58 gradi. L’acqua, infatti, scende dalle pendici di una collina in tre vasche, ciascuna a temperatura diversa, e si immette in due altre ampie piscine, a poca distanza”.
Una tappa fondamentale quella della Tuscia per quanto riguarda il turismo termale, vista la bellezza e l’economicità che contraddistinguono le pozze viterbesi.


















