
ROMA – Dare a Cesare quello che è di Cesare, a Giorgia quello che è di Giorgia e alla classe dirigente di Fratelli d’Italia nel viterbese quello che è loro. Nel day-after il grande voto delle europee è tempo di bilanci e un dato chiaro e indiscutibile è il buonissimo risultato ottenuto nel Viterbese da Fratelli d’Italia.
Per carità Giorgia Meloni va alla grande e l’effetto traino c’è ma non sarebbe corretto liquidare così la notizia, perché di notizia si tratta, che la provincia di Viterbo è quella dove Fratelli d’Italia ottiene la percentuale più alta di consensi: 42,5% dei voti espressi. La peggiore è Bolzano, con un tiepido 12,4%. Un risultato, quello viterbese, che mette in evidenza un fatto: la presenza di una solida classe dirigente del partito meloniano nella Tuscia.
Lo abbiamo sempre detto, semplicemente perché è un fatto, che i Fratelli viterbesi hanno una marcia in più. Da lunghissimi anni viaggiano compatti e macinano, oltre ai voti, anche contatti e presenza sul territorio. Esprimono oggi membri della maggioranza di Governo come Mauro Rotelli, che meloniano di fatto lo è da “quando aveva i calzoncini corti”. Esprimono due consiglieri regionali come Daniele Sabatini e Giulio Zelli. Hanno quattro consiglieri a Palazzo dei Priori e quattro a Palazzo Gentili. Insomma, Fratelli d’Italia, c’è e lavora.
Poi ci sono tanti sindaci capaci e buoni amministratori sparsi nei vari comuni della Tuscia. Il lavoro di tutti produce anche risultati elettorali importanti. A questa tornata poi sono anche riusciti nell’impresa, perché di impresa si è trattato, di candidare una viterbese (Antonella Sberna) al Parlamento Europeo. Non esattamente una cosa da poco. Sicuramente anche la presenza della candidata locale ha aiutato a tirare la macchina del consenso.


















