

BRESCIA – Nella prima linea della guerra contro il coronavirus combatte un viterbese. E’ Daniele Valeri, classe 1985. Un trentacinquenne in forza all’Ospedale ASST Valcamonica di Brescia, un centro Covid-19 che serve due delle province più colpite dal terribile virus: quella di Brescia appunto e l’altra al collasso di Bergamo.
Valeri è tecnico di radiologia e lavora nel Bresciano dal 2012. Otto anni d’esperienza sul campo e ora il momento più duro. La struttura è diventata un centro Covid-19 lo scorso 9 marzo. Daniele lavora senza sosta, sottoposto a turni massacranti. Così come tutto il personale medico-sanitario in queste terribili settimane.
Sta in trincea perché la radiologia è dove i pazienti arrivano per le lastre ai polmoni, con cui vengono verificati i danni dell’infezione. Dove si trova lui il coronavirus fa decisamente più paura. La situazione è raccapricciante e i morti si contano a centinaia ogni giorno.
La sua famiglia cerca di sentirlo nei momenti, sempre più radi, di riposo dal turno. Un mix di paura e orgoglio, così come deve essere orgogliosa la città di Viterbo per l’operato di questo suo ragazzo. “All’inizio – dice il giovane -non eravamo ben coscienti di quello che ci aspettava in quanto il protocollo da applicare era completamente nuovo ma da subito abbiamo capito la delicatezza e criticità, prendendo coscienza immediatamente sul da farsi.
Tutto il personale dell’ospedale ha preso coraggio e sta affrontando con serietà e professionalità l’emergenza.
Sono consapevole dei rischi di contagio, così come lo è tutto il personale sanitario e in particolare il reparto di Radiologia che lavora incessantemente sotto pressione per i tantissimi casi di Covid-19”.

















