Il virus della lingua blu si sta diffondendo nel Viterbese, in atto una massiccia campagna vaccinale
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Nei giorni scorsi, alcuni veterinari, avevano evidenziato come il virus di quest'anno sia particolarmente virulento, portando quindi a uno sviluppo grave della malattia.

VITERBO – La piaga della Blue tongue (più comunemente “lingua blu”) si sta diffondendo negli allevamenti ovini del Viterbese. Un problema serio su scala nazionale, che non è una novità nel territorio della Tuscia. Il virus non è trasmissibile all’uomo, né attraverso il contatto diretto né mediante consumo di prodotti di origine animale (latte e carni). Tuttavia rappresenta un serio problema economico.

La provincia di Viterbo conta 300mila capi ovicaprini, stiamo parlando del 50% dell’intero patrimonio ovino laziale. Un pezzo di economia del territorio che sostenta aziende e posti di lavoro. Non esiste una stima precisa di quante aziende siano state interessate, in queste ultime settimane, da casi di morte per “lingua blu” ma il fenomeno è sempre più frequente.

Nei giorni scorsi, alcuni veterinari, avevano evidenziato come il virus di quest’anno sia particolarmente virulento, portando quindi a uno sviluppo grave della malattia. I problemi che questa determina sui capi ammalati è in primis la riduzione della produzione di latte ma frequentemente si registra la morte dell’animale.

La Asl servizio veterinario, supportata anche da molti veterinari libero professionisti, sta coordinando e realizzando sul campo una campagna vaccinale importante. Contestualmente vengono condotti presso gli allevamenti trattamenti insettorepellenti sugli animali, questo perché la malattia è trasmessa da insetti.

Le associazioni di categoria seguono con attenzione l’evolversi della situazione, così come la Regione Lazio che sta valutando misure idonee a mitigare i danni per gli allevatori e le loro aziende.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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