
VITERBO – La piaga della Blue tongue (più comunemente “lingua blu”) si sta diffondendo negli allevamenti ovini del Viterbese. Un problema serio su scala nazionale, che non è una novità nel territorio della Tuscia. Il virus non è trasmissibile all’uomo, né attraverso il contatto diretto né mediante consumo di prodotti di origine animale (latte e carni). Tuttavia rappresenta un serio problema economico.
La provincia di Viterbo conta 300mila capi ovicaprini, stiamo parlando del 50% dell’intero patrimonio ovino laziale. Un pezzo di economia del territorio che sostenta aziende e posti di lavoro. Non esiste una stima precisa di quante aziende siano state interessate, in queste ultime settimane, da casi di morte per “lingua blu” ma il fenomeno è sempre più frequente.
Nei giorni scorsi, alcuni veterinari, avevano evidenziato come il virus di quest’anno sia particolarmente virulento, portando quindi a uno sviluppo grave della malattia. I problemi che questa determina sui capi ammalati è in primis la riduzione della produzione di latte ma frequentemente si registra la morte dell’animale.
La Asl servizio veterinario, supportata anche da molti veterinari libero professionisti, sta coordinando e realizzando sul campo una campagna vaccinale importante. Contestualmente vengono condotti presso gli allevamenti trattamenti insettorepellenti sugli animali, questo perché la malattia è trasmessa da insetti.
Le associazioni di categoria seguono con attenzione l’evolversi della situazione, così come la Regione Lazio che sta valutando misure idonee a mitigare i danni per gli allevatori e le loro aziende.


















