Il vescovo scrive agli studenti per l'inizio dell'anno scolastico: "Vi auguro elazioni improntate al rispetto e alla stima"
Foto vescovo di Viterbo Orazio Francesco Piazza
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VITERBO - Il vescovo Orazio Francesco Piazza scrive un messaggio di augurio a tutti gli studenti viterbesi.

VITERBO – Il vescovo Orazio Francesco Piazza scrive un messaggio di augurio a tutti gli studenti viterbesi. “Si apre un nuovo anno di sicuro impegno nelle comunità scolastiche di ogni ordine e grado. Molti docenti sono già impegnati nella immediata preparazione attraverso aggiornamenti, in particolare quello sulla empatia. Un sentiero reso ancor più necessario per mettere a fuoco il difficile campo delle vicende emozionali, affettive e relazionali di ragazzi e giovani. Un ambito in cui sono chiamate tutte le componenti, tra cui la famiglia, a trovare un terreno fecondo che possa far germogliare fecondi frutti per tutti – così il vescovo -.

Ferve un’attesa creativa che responsabilizza le comunità scolastiche, dove si incrociano lavoro, formazione, prove, esperienze che aprono alle speranze di un futuro da preparare con la massima cura e disponibilità. Ma, soprattutto, chiama a rinnovato impegno, malgrado evidenti difficoltà, le diverse persone che le incarnano: studenti, dirigenti scolastici, docenti, amministrativi, personale Ata. La scuola è una comunità speciale che forma alla vita, alla preparazione mirata e funzionale, a un cammino di qualificazione della persona e delle sue qualità umane, sociali e professionali.

All’inizio di questo nuovo anno scolastico desidero augurare a tutti, con particolare vicinanza, relazioni improntate al rispetto e alla stima. Esperienze condivise che fanno crescere nella sensibilità civile e sociale. Impegno e dialogo per creare, nella specificità del proprio ruolo, un clima sereno e costruttivo.

Agli studenti auguro entusiasmo operoso. Alle famiglie vera collaborazione con le varie componenti scolastiche. Ai dirigenti tensione positiva per la qualificazione del cammino di tutta la comunità scolastica. Ai docenti rinnovata passione nel proprio ruolo. Al personale amministrativo e Ata un lavoro sereno e proficuo per il bene di tutti. Di vero cuore auspico un anno, in serenità e salute, fecondo di frutti, assicurando la personale vicinanza e collaborazione in un contesto vitale decisivo per tutti”.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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