Il vescovo Piazza agli studenti: "Maturi in voi il desiderio di dare nuova linfa alle dinamiche comunitarie"
Foto vescovo di Viterbo Orazio Francesco Piazza
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VITERBO - Per l'apertura dell'anno scolastico il vescovo Orazio Francesco Piazza ha voluto rivolgere una lettera agli studenti.

VITERBO – Per l’apertura dell’anno scolastico il vescovo Orazio Francesco Piazza ha voluto rivolgere una lettera agli studenti.

LA LETTERA

“Carissimi studenti e studentesse, di ogni ordine grado. Innanzitutto a voi il mio affettuoso saluto di buon inizio di questo anno scolastico, nella personale preghiera che sia ricco di frutti e confidando nel vostro impegno e dedizione.

La comunità scolastica orienta sulle vostre persone tutte le proprie energie. Un caro augurio ai dirigenti, ai docenti, a tutto il personale amministrativo e a quanti sono, in vario modo, impegnati per sostenere il cammino di formazione.

Tutte le energie sono mirate alla vostra crescita personale e a far maturare in voi adeguata capacità critica per personalizzare il percorso formativo. Tutte queste energie non vanno disperse, ma rese coese per la qualità della vostra maturazione come persone e parte attiva della Comunità civile e sociale.

Tenete in conto i valori della Costituzione e radicate la vostra maturazione sui principi dell’etica sociale. La crescita personale non è mai disgiunta dai vincoli sociali. Maturi in voi il desiderio di dare nuova linfa alle dinamiche comunitarie in cui il rispetto della dignità umana, della legalità, della giustizia e del bene comune sono fonti ineludibili. Su questo delicato sentiero si traccia il vostro e nostro futuro.

Vi prego con tutto il cuore di impegnarvi e di concentrarvi. Sono tante le possibili distrazioni che conducono alla banalizzazione di questi essenziali valori. Amate la libertà, ma sappiate dare ad essa il riscontro della responsabilità. È fondamentale per la Vostra vita la formazione che rispetti la trama di questi valori. Sulla formazione dovete basare le vostre certezze, quale garanzia del vostro cammino personale e dei progetti di vita. Date volontà al vostro cuore.

Abbiate fiducia e guardate al futuro con speranza, consapevoli che l’impegno produce i suoi frutti. Appassionatevi alla vostra formazione e siate riconoscenti verso quanti ne curano qualità e sviluppo. Nessun percorso è senza difficoltà, fatica e talvolta accompagnato da riscontri problematici. Sia in voi più grande il desiderio di superare gli ostacoli. In essi prende forma la capacità di rendere le prove una opportunità in cui dare volontà al cuore per continuare a camminare verso la meta.

Vi prego di collaborare, con intelligente e creativo impegno, con quanti si dedicano con competenza e attenzione alla vostra formazione. Imparate a rispettare in ognuno la dignità personale: ogni persona è un dono per tutti. Curate la qualità di autentiche relazioni: in esse si nasconde il segreto della maturazione personale e sociale. Cercate sempre di dare ragione al desiderio di futuro in voi. Anche alle vostre Famiglie auguro di potervi accompagnare, in questo anno, attraverso un sereno e trasparente dialogo con voi e nei contesti della vostra formazione. Un caro abbraccio e per tutti la mia preghiera per un fecondo anno di positivi risultati”.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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