Il vescovo Lino Fumagalli porta il cuore di Santa Rosa sul sagrato della basilica e benedice la città

VITERBO - Il vescovo ha fatto uscire il cuore della santa sul sagrato della basilica di Santa Rosa e l'ha rivolto verso la città. Una Viterbo vuota, silenziosa, con tutte le persone nelle proprie case. Perché questa guerra si deve combattere rimanendo a casa. Un momento toccante, in una domenica particolare.
VITERBO – “Per intercessione di Santa Rosa benedica e protegga il Signore la nostra città e la nostra diocesi”. Con queste parole e baciando il reliquario che custodisce il cuore della patrona il vescovo Lino Fumagalli ha invocato il sostegno del Cielo in questa dura battaglia contro il coronavirus che Viterbo, come il mondo tutto, sta combattendo.
Il vescovo ha fatto uscire il cuore della santa sul sagrato della basilica di Santa Rosa e l’ha rivolto verso la città. Una Viterbo vuota, silenziosa, con tutte le persone nelle proprie case. Perché questa guerra si deve combattere rimanendo a casa. Un momento toccante, in una domenica particolare.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi


















