Il vandalismo colpisce il Plus, a fuoco un varco elettronico
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Al fuoco uno dei varchi elettronici per la ztl del progetto Plus. L'ira dell'assessore Alvaro Ricci.

Conservazione o innovazione? Da sempre questa domanda ha funestato la mente umana, producendo nei secoli scontri ad alta intensità fra quelli che volevano mantenere lo status quo e quelli che tendevano a un’evoluzione umana più ampia. Personalmente ritengo che la storia ci abbia insegnato che si debba andare avanti, evolverci per migliorare noi stessi e i luoghi in cui viviamo. Il progetto Plus da quando è stato presentato, si è posto subito come un’innovazione per Viterbo, capace di farle fare un passo in avanti (quanto grande lo vedremo solo dopo) verso l’ideale di una città Smart.

Ovvio che non tutte le ciambelle riescano con il buco e anche il Plus avrà bisogno di miglioramenti, ma mettere i bastoni tra le ruote a un progetto che proietta il capoluogo, non tanto nel ventunesimo secolo, ma almeno nel ventesimo è da pazzi. Eppure questa notte qualcuno si è divertito a dare fuoco a uno dei varchi elettronici della città, quello che da l’accesso su via San Lorenzo e Piazza del Gesù, che presto avrebbe dovuto diventare a traffico limitato.

Quando si vuole chiudere il traffico di una città è ovvio che qualcuno possa lamentarsi, storcere il naso, perché in fin dei conti su quella strada ci è si è sempre passati, perché ora no? Forse perché si vuole dare a Viterbo un volto nuovo, più vivibile sia per i cittadini che per i turisti, spesso costretti a fare lo slalom tra le macchine anche nella zona medievale. Forse perché nel quartiere San Pellegrino nelle serate del fine settimana automobili e persone che passeggiano per strada sono inconciliabili. Ma almeno questo è il mio pensiero personale.

Un po’ più critico è invece l’assessore Ricci, avvertito stamattina dell’atto vandalico. “E’ un fatto gravissimo, inaudito. Non è un gesto da viterbese, né un atto vandalico, ma un attacco ben identificato contro un simbolo di cambiamento e innovazione per tutta la città. Il tutto in un clima di intimidazione verso l’amministrazione comunale su questo argomento. Invito tutta la città a reagire, al di là delle divisioni politiche, e al di là delle singole opinioni sulla chiusura del traffico. Ma noi non indietreggeremo, andremo fino in fondo”.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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