Il tutti-contro-tutti nella maggioranza: gli snodi della guerra fredda viterbese
piazza comune
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MoRi vs Pd, ex-dissidenti vs popolari: è un tutti contro tutti nella strisciante guerra che continua a bloccare il Comune. Per ora le forze in campo si sono prese un mese per mettere le cose in chiaro, prima del prossimo Consiglio fissati intorno il 10 aprile

MoRi vs Pd, ex-dissidenti vs popolari: è un tutti contro tutti nella strisciante guerra che continua a bloccare il Comune. Per ora le forze in campo si sono prese un mese per mettere le cose in chiaro, prima del prossimo Consiglio fissato intorno al 10 aprile. Passerà tanto infatti prima del prossimo Consiglio comunale e il senso della lunga pausa per le festività pasquali decisa nella conferenza dei capigruppo che si è tenuta ieri mattina, sembra essere proprio questo. In casa Michelini tira infatti ancora una brutta aria.

Il Pd non si decide a trovare una linea comune, forse perché i suoi membri sono consapevoli che ricercare l’unità sarebbe uno sforzo vano, perché i punti in comune non ci sono più. Si parte infatti dalle basi, da un lato ci sono i cinque popolari fedeli a Michelini, dall’altro ci sono i sette ex-dissidenti che si sentono liberi di votare e decidere pratica per pratica. Da un lato i cinque vorrebbero firmare tutti insieme un documento di stima e fiducia per Michelini sindaco, dall’altro i sette se proprio dovessero firmare un documento vorrebbero farlo per chiedere a Michelini di fare un passo indietro. La via mediana sarebbe quella di decidere insieme quattro o cinque punti, per quel famoso programma di scopo che aveva ispirato qualche settimana fa il senatore democratico Ugo Sposetti.

Qui però entrano in gioco i MoRi che se ne infischiano del documento pro-Michelini, ma che non vogliono cedere sul programma di scopo, ormai pietra miliare della politica democratica alla quale anche i popolari-Pd potrebbero piegarsi, ma sui quali i Moderati e Riformisti non sono d’accordo. È per questo che i MoRi insistono per fissare un incontro con i democratici, che fino pochi giorni fa rimandavano giocandosi la carta (o la scusa) della mancanza di un capogruppo. Ora che il capogruppo è stato eletto, però, le carte (le scusanti) sono finite e dunque la richiesta torna a farsi attuale. E prossima a essere accolta.

In tutto ciò ci sono due certezze per i MoRi: la prima è che non si governa per un programma di scopo perché, come dice Livio Treta, “se non siamo in grado di governare andiamo a casa” e, seconda certezza soprattutto, si governa ad armi pari. Ciò significa che se nel Pd qualcuno (i sette) si sente senza vincolo di mandato, ciò varrà anche per i Moderati e Riformisti, pronti a votare solo le pratiche di proprio interesse

Sullo sfondo rimane anche la vicenda dell’assessorato all’Ambiente, da riempire con una casella, che i MoRi vogliono riempire, ma che nel Pd i sette non vogliono concedere. Ma questo sarà solo l’ennesimo terreno di scontro insieme a quello del bilancio, che ad oggi il Governo vuole sia approvato entro il 30 aprile.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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