Il turismo, questa la grande novità entrata pesantemente nella campagna elettorale
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In principio fu Bigiotti e Bigiotti era presso Bagnoregio, meglio: Civita di Bagnoregio. Ma ora in tanti hanno aperto gli occhi e questo è sicuramente un bene per il territorio di Tuscia. 

In principio fu Bigiotti e Bigiotti era presso Bagnoregio, meglio: Civita di Bagnoregio. Ma ora in tanti hanno aperto gli occhi e questo è sicuramente un bene per il territorio di Tuscia. 

La campagna elettorale di queste settimane sta battendo tanto sul turismo. Basta “sfogliare” i social, aprire i giornali e sono serviti al lettore-elettore interventi di svariati candidati sull’importanza di costruire sviluppo turistico per il territorio. 

Difficile trovarne uno che non ne abbia parlato. Il sindaco di Bagnoregio, che ha la sua forza proprio su questo tema per meriti conquistati sul campo (leggi gli 850mila turisti che hanno pagato il ticket di passaggio sul ponte di Civita) ed è in corsa come candidato per le elezioni regionali, ha evidenziato in ogni modo la sua visione politica: sviluppare turisticamente la Tuscia come lui stesso ha fatto in questi anni nel suo comune. 

Si è anche inventato un “tour della bellezza”, una serie di video mandati sulla sua pagina Facebook che lo immortalano in visita in diversi borghi della provincia per lanciare la speranza di uno sviluppo turistico. Negli ultimi giorni anche i candidati a Camera e Senato del centrodestra hanno acceso un riflettore sul turismo, siglando addirittura quello che hanno chiamato “patto per il turismo”. 

Ma l’importanza della valorizzazione del patrimonio storico-artistico made in Tuscia è stata chiara anche ad altri candidati del Pd che in compagnia del ministro Dario Franceschini hanno fatto tappa in diversi comuni del Viterbese parlando dell’importanza dello sviluppo turistico. Altro candidato che ha pubblicato foto di lui in visita a diverse “bellezze” è stato Filippo Rossi. 

Tutto questo è sicuramente un bene e la speranza è che ognuno di questi signori abbia veramente in testa la consapevolezza di cosa il turismo può fare per il lavoro e la crescita della Tuscia. La speranza è che siano tutti in buona fede e che dietro a così prezioso interesse non si celi soltanto quello di convincere l’elettore a mandarlo o confermarlo su una poltrona. Sarebbe roba davvero triste, da turista della politica. Quella seria almeno. 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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