
IL CORNER DEL PROFESSORE – Pasqua 2025. Secondo me c’erano molti turisti. Sia chiaro, si camminava tranquillamente, non c’era la fila, non saremo mai Firenze, anche perché non potremmo sostenere “l’urto” di masse così grandi. Mancano posti letto e posti pappa. Seduto su una panchina a via San Lorenzo, ho sentito parlare, tra i tanti dialetti, spagnolo, francese, inglese, svedese, siciliano e bolzanese (ho chiesto perché non capivo). In Tuscia da tutto il mondo?
La chiesa del Gonfalone, tenuta aperta dai volontari dell’arciconfraternita del Gonfalone e degli Araldi di Maria è stata piena, ovviamente,
tutto il giorno. I confratelli, dalla Domenica delle Palme, oltre a tenere aperta la chiesa, sono stati impegnati in un tour de force e hanno anche fatto la processione di Venerdì Santo, 18 aprile 2025, ore 21:30. Nonostante non li paghi nessuno, anche a Pasqua, la chiesa era aperta e hanno raccontato a molti turisti delle meraviglie barocche.
Laura, 11 anni, di Francavilla a Mare scrive sul registro: ”Dire che questa chiesa mi è piaciuta penso sia poco. Venendo a Viterbo devi fare per forza una cosa: entrare in questa meraviglia. Tutto emozionante, le colonne sono delle illusioni, due dipinti su una tela.… Consiglio a
tutti di entrare in questa “mini cappella Sistina”.
Da loro, volontari, dobbiamo imparare perché allo stesso momento i negozi al Corso erano chiusi. Il museo degli anni 80 era aperto, ovviamente! Altri volontari. In uno scambio con il produttore televisivo Carlo Cozzi, il professor Chiossi, in modo molto orgoglioso, afferma “Ecco il Rinascimento di Viterbo”.
Il Rinascimento di Viterbo parte da tre parole: consapevolezza, identità e pianificazione. Dobbiamo avere la consapevolezza che facciamo meno bambini e che abbiamo una economia stagnante. Serve il turismo e dobbiamo servirlo con postazioni artistiche/culturali aperte e
negozi invitanti. Dobbiamo scegliere un’identità e spingerla: Città d’arte? Termale? Santa Rosa? Medievale? Città dei festival? Poi serve pianificazione, calendario annuale? Ovviamente essere aperti al 100% dal venerdì alla domenica e tutte le feste. Sogno Viterbo piena di mamme col passeggino e operosi commercianti e artisti che raccontano e vendono continuamente.
Sogno il cantastorie, di fronte all’altare della bella Galliana, che ne racconta il mito in piazza del Comune resa bomboniera, pulitissima, con cestini degni del nome, alberi e panchine, con street food e attrazioni, non certo dominata dal Gallinaro. Sogno delegazioni da tutto il mondo che vengono nella Vetus Urbs per emulare il modello economico basato all’esaltazione dell’esistente. Sogno, parlo e scrivo, in realtà faccio poco. Vorrei fare molto di più.
Come si procede? Sia chiaro la normale amministrazione deve essere tale e portata avanti da chi prende lo stipendio per farla. Il piano deve essere semplice, condivisibile e realistico. Iniziamo da piazza del Comune e piazza San Pellegrino. Pulite, curate, coccolate, senza neanche un pezzetto di stucco che si stacca. Senza tavole che sono lì dall’amministrazione Michelini. Due bomboniere con fiori tutto l’anno.
Poi? Con pianificazione ci allarghiamo.


















