Il tris d'assi di Aronne: mura illuminate, Bagnaccio e Carmine
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Proposta contro la volontà dello stesso assessore: chiunque dovesse presentarsi come prossimo sindaco dovrebbe promettere di corteggiare Aronne per restare. Emanuele Aronne assessore per i prossimi due mandati? Che ne pensate?

IL CORNER DEL PROFESSORE – Eppur si muove. La sonnolenta e medievale Viterbo ha subito una scossa con impatto visivo-turistico-sociale. Parlo con piacere di tre grossi risultati. Le Mura: grandissimo orgoglio per l’illuminazione delle mura cittadine. Ho intervistato vari politici di tutte le fazioni e sono concordi: bellissime.

Dei circa 100 milioni di progetti che l’attuale amministrazione sta gestendo tra PNRR, FERS e giubileo, le poche centinaia di migliaia di euro spese per l’illuminazione delle mura (credo 165.000) quindi meno dell’ 1%, sono di sicuro tra i meglio spesi. Belle, ci danno orgoglio, sono imponenti e presentano la città per la meraviglia che è. Direi a metà strada tra impatto visivo e turistico.

Il turismo, il piano-sogno per lo sviluppo della città, parte da pulizia e decoro, meglio se bellezza. Con questo specifico progetto l’assessore Aronne ha fatto centro. Complimenti.

Il Bagnaccio: ovviamente è stata un pochino sofferta. Per chi come me non capisce la complessità burocratica della pubblica amministrazione, tre anni di chiusura sembrano una enormità. Ma il risultato paga. A vederle da lontano sono più belle che mai. La confusione iniziale ha lasciato posto a solidità strutturale. Adesso una ditta con almeno 11 dipendenti gestisce in modo moderno e sostenibile. È facile immaginare sempre più visitatori di giorno e di notte. Da Viterbo e dal centro Italia, ma anche da camperesti e turisti internazionale. Bello è bello ma in questo caso l’impatto è più turistico. Altro punto a favore di questa amministrazione. Speriamo in sempre maggiore necessità di personale e sempre maggiori profitti per l’azienda. Se guadagnano loro guadagnano tutti: dove pensate che spendano i propri compensi?

Il Carmine: questa è più complicata, almeno per me. Ricordo le parole di un vecchio politico che “scherniva” il punto sosta per i camper del Carmine come “sciocco”, cioè costante rischio furti. Capisco che alcuni aspetti della realtà umana, da sempre, sono complicati. Ma da qualche parte bisogna iniziare. Lo sport e un luogo per bambini di tutte le età dove trovarsi e giocare è certamente una delle maniere giuste. Il sociale non si risolve con uno studio o un articolo ma con il creare le condizioni per il superamento del problema alla radice. A Viterbo serve economia perché chiunque voglia trovi un lavoro di cui essere orgoglioso.

Di conseguenza serve bellezza, turismo e tanti punti da vivere e di cui essere orgogliosi. Il parco al Carmine è nella direzione giusta. Speriamo venga vissuto dai viterbesi, non ghettizzato. Questo decisamente più sociale che altro.

Impatti visivi-turistici.sociali per tre delle 60 azioni della attuale amministrazione. Proposta contro la volontà dello stesso assessore: chiunque dovesse presentarsi come prossimo sindaco dovrebbe promettere di corteggiare Aronne per restare. Emanuele Aronne assessore per i prossimi due mandati? Che ne pensate?

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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