
Un tre settembre con il ricordo del “presidentissimo” Nello Celestini nel cuore. Figura cardine della storia recente del trasporto e a protagonista di una commossa intervista ieri sera dal palco delle cene dei facchini. Sullo sfondo la vicenda dello strappo tra Sodalizio e Comune di Viterbo e davanti agli occhi il momento del “sollevate e fermi”, de “la mossa”.
Con tutto questo i facchini si sono presentati questa mattina in conferenza stampa. Non nella classica sala d’Ercole di Palazzo dei Priori ma nella loro sede: la ex chiesa della Pace. Assente l’amministrazione comunale.
Anche questo per rimarcare le distanze tra Sodalizio e Comune. Le cose non vanno e le speranze di una riconciliazione prima del trasporto sono mere illusioni.
Ecco quindi che il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini si è espresso in conferenza per l’ultima volta sulla questione, annunciando l’inizio di un silenzio stampa.
“Il Sodalizio nasce con Nello Celestini – precisa Mecarini -. Da contratto il trasporto è affidato ai facchini. C’è poi tutta la questione del riconoscimento Unesco, senza Sodalizio verrebbe tutto meno. Chi fa certe dichiarazioni sulla possibilità di affidare il trasporto ad altri racconta una verità distorta. Le dichiarazioni di queste ore del sindaco Michelini – prosegue Mecarini – non sono proprio pacifiche. Ci parla di possibili scenari futuri e dice che non è onorevole parlare, in questo momento, dei soldi che il Comune deve dare al Sodalizio. A me non sa onorevole che tanti ragazzi, magari disoccupati, debbano parare il pranzo sociale. Michelini dice che il Comune paga la banda? La pagheremo noi, appena il Comune ci darà i soldi che deve. Al limite possiamo andare anche senza, c’è infatti la santa che suona dentro il cuore di ogni facchino”.
Il capofacchino, in linea perfetta con il presidente, ha puntualizzato un altro aspetto: gli amici del Sodalizio. “Fortunatamente ne abbiamo tanti – così Rossi. Tra questi la Banca di Viterbo che offrirà la merenda al boschetto”.
La rinuncia alle sigarette
Il Sodalizio rinuncerà anche alle tradizionali sigarette, oggetto di polemica lo scorso anno, e chiede al Comune che quei soldi vengano devoluti in beneficenza. Infatti da tradizione Palazzo dei Priori ha sempre offerto un pacchetto ai facchini per ringraziare del trasporto.
Il raduno
Il luogo scelto è il cortile delle “scuole rosse”, ingresso da via Vetulonia. Un posto caro al Sodalizio, che riporta al passato. E anche questo vuole essere un omaggio a Celestini. Qui presidente e capofacchino faranno i discorsi per caricare i facchini e da qui partirà il giro delle sette chiese. Sarà presente il vescovo Lino Fumagalli, assenti i politici.
La dedica
Dal raduno alla girata: il trasporto ricorderà ad ogni passo il presidentissimo Nello Celestini.
Le girate
Una girata di piazza del Comune sarà dedicata a tutti i viterbesi “perché – spiega Sandro Rossi – insieme a loro il Sodalizio è il simbolo della fede nella santa”.
Le girate di piazza del Teatro (una e tre quarti) dedicate a Nello Celestini e agli altri facchini scomparsi quest’anno: Giovanni e Mario Aspromonte, Bruno Cappellaro ed Enrico Bianchi. Un ricordo anche per Dino Boccolini, presidente dell’ormai chiusa associazione ‘La Crocetta’ per tanti anni vicina ai facchini.
Il rischio di strusciamento e l’incoraggiamento di Fiorillo
In cinque punti la Macchina dovrebbe rallentare, perché c’è il pericolo di strisciare. “Un pericolo che non c’è – rompe il timore il costruttore Fiorillo – perché il capofacchino e i facchini sono una garanzia”.
L’entusiasmo di Raffaele Ascenzi
L’ideatore di Gloria ha sottolineato un fatto. “Di Gloria si sa molto e in tanti l’hanno già vista, ma la Macchina si vede davvero il tre settembre nell’unione con i facchini”.
Saranno aggiunti i nomi di altri cinque facchini a Gloria
E’ una Macchina messaggero, che unisce i viterbesi alla patrona. E a portare i messaggi anche i facchini che se ne sono andati e che hanno lasciato in Raffaele Ascenzi conoscenze, testimonianze, insegnamenti e suggestioni. Tutto materiale umano che ha poi funzionato da pozzo a cui l’ideatore ha attinto per progettare la Macchina.


















