
VITERBO – Ore 23 e 44 minuti: “Santa Rosa fuori”. La voce del capofacchino Sandro Rossi chiude il Trasporto 2019
Santa Rosa è a casa, termina così (poco prima di mezzanotte) una giornata carica di sentimenti. La Macchina è sullo spiazzo davanti alla basilica intitolato ai Facchini di Santa Rosa. Gli stessi che l’hanno portata a spalla per le vie di Viterbo in una notte all’insegna della perfezione.
Quella di Gloria, Macchina che è riuscita a sbocciare negli anni. Diventando perfetta sulle spalle dei Facchini, capace di stare su di loro quasi con naturalezza e farsi sentire nei punti giusti. Quella del Sodalizio che vive una fase di rinnovamento e lo fa guardando al futuro. Quella del sistema di sicurezza, tra uomini in divisa e security ingaggiata per l’occasione. Quella dei viterbesi e dei turisti che hanno assistito con grande partecipazione e compostezza all’evento.
La gioia negli occhi del capofacchino Sandro Rossi, la voce che ha guidato tutti. Il sorriso del presidente del Sodalizio Massimo Mecarini, dei costruttori Fiorillo e del sindaco della città Giovanni Arena. Tutto si libera nel momento in cui la Macchina è posata a terra e la Santa può guardare la sua basilica.
Non un’incertezza, non un’esitazione. Tutto come programmato e organizzato, con serio e meticoloso lavoro, nelle settimane precedenti. Tutti gli ingranaggi hanno girato per il verso giusto, regalando una tradizione rinnovata e un messaggio di fiducia e speranza a Viterbo.
La Macchina ha viaggiato in ritardo rispetto alla tabella di marcia. La concentrazione è stata massima, non è stato dato il minimo spazio a dubbi e incertezze sulla sicurezza. Un cavalletto è stato sostituito nel corso del Trasporto per alcuni problemi individuati, appena percettibili in realtà.
Grande festa dei suoi intorno al capofacchino Sandro Rossi. E’ stato lui gli occhi, la voce, il coraggio di tutti.


















