Il tramonto del Partito Democratico e dei suoi big. Ormai appare scontata la caduta di Fioroni all'uninominale. Stop anche a Mazzoli
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La notizia grossa per la provincia di Viterbo è la caduta di una figura come quella di Giuseppe Fioroni. Salvo miracolo, per intercessione diretta del Padreterno, il big viterbese è destinato a perdere la sfida dell'uninominale. Bisognerà vedere cosa accade nel plurinominale, ma visto l'andamento terribile del Pd difficilmente si aprirà il paracadute dell'ex ministro viterbese.

La notizia grossa per la provincia di Viterbo è la caduta di una figura come quella di Giuseppe Fioroni. Salvo miracolo, per intercessione diretta del Padreterno, il big viterbese è destinato a perdere la sfida dell’uninominale. Bisognerà vedere cosa accade nel plurinominale, ma visto l’andamento terribile del Pd difficilmente si aprirà il paracadute dell’ex ministro viterbese. I risultati con 135 seggi scrutinati su 269 raccontano una scelta netta su Mauro Rotelli, candidato all’uninominale per la coalizione del centrodestra. Vola Rotelli al 40,59%. Secondi i Cinque Stelle che vanno forte e sono il primo partito nella Tuscia con il 31,19%. Terza la coalizione formata nel centrosinistra con perno Pd. Un perno che di fatto non c’è più. La coalizione, rappresentata da Fioroni, arriva al 20,28%. Con un Pd bassissimo al 17,35. Qui tutti i risultati delle politiche.

Cade anche Alessandro Mazzoli (al momento 266 seggi scrutinati su 512). In questo caso per il rappresentante viterbese all’uninominale della coalizione del centrosinista una mancata riconferma. La scena della Camera si ripete in quest’altro ramo del Parlamento, punto di vista sempre area del Viterbese. Qui è Francesco Battistoni il numero uno, con il 40,13% dei consensi. Segue Alberto Cozzella del Movimento Cinque Stelle con il 31,20%, ultimo Mazzoli con il 20,38%.

Bisognerà attendere la chiusura dello spoglio ma il quadro appare congelato e in linea con il voto nazionale, dal punto di vista delle percentuali. Quanto accaduto cambia in maniera profonda la geografia della politica viterbese e i suoi punti di riferimento. Molte cose sembrano destinate a cambiare su tutto il territorio per tutta una serie di reazioni a catena che sembrano destinate a innescarsi. La prossima sul calendario, non dimentichiamolo, è il voto nel capoluogo della Tuscia tra fine maggio e inizio giugno. 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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