“Il tesoro etrusco di Barbarano Romano rischia di andare distrutto in una cinquantina d'anni”
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BARBARANO ROMANO - Così il primo cittadino lancia un appello alla Regione Lazio affinché intervenga: "Il parco è regionale e servono importanti fondi per la manutenzione. Non possiamo essere lasciati soli, bisogna mettere mano al bosco ed evitare che la sua crescita incontrollata distrugga tutto".

BARBARANO ROMANO – Il conto alla rovescia sembra essere iniziato anche sul patrimonio storico-artistico conservato nel cuore di Barbarano Romano. “Una cinquantina d’anni e un vero e proprio tesoro del passato non esisterà più”, questo l’appello lanciato dal sindaco del paese Rinaldo Marchesi.

In questo angolo di Tuscia è conservato un tesoro ancora non valorizzato e poco noto ma davvero immenso. Migliaia di tombe etrusche, tantissime ancora intatte, che sono in grado di raccontare praticamente l’intera storia di un popolo affascinante ed enigmatico. 

All’interno dei 300 ettari di area archeologica del Parco Marturanum ci sono infatti sepolture che vanno dall’era villanoviana alla conquista dei romani. Secoli di storia e di storie che vengono, giorno dopo giorno, sgretolati e mandati in frantumi dall’azione incontrollata della boscaglia.

“L’assenza totale di manutenzione delle piante – spiega disperato il sindaco Marchesi – fa sì che le radici spacchino il tufo e si determinano crolli. Sono sempre più frequenti, l’ultimo registrato appena pochi giorni fa. A crollare è stato un pezzo di via sacra etrusca. Questo ha ostruito il passaggio e se si continua di questo passo si arriverà, tra una cinquantina d’anni, all’impraticabilità della zona. Una perdita enorme”. 

Marchesi è convinto che da questa bellezza storica passi il riscatto e il futuro per Barbarano. Da qui una serie di sforzi per valorizzarla e farla conoscere al mondo. Da quattro anni, ogni estate, gli studenti di una prestigiosa università americana portano avanti campagne di scavo. Nell’ultima estate sono arrivati a mappare 450 tombe nuove, a testimonianza della ricchezza presente. 

Così il primo cittadino lancia un appello alla Regione Lazio affinché intervenga: “Il parco è regionale e servono importanti fondi per la manutenzione. Non possiamo essere lasciati soli, bisogna mettere mano al bosco ed evitare che la sua crescita incontrollata distrugga tutto”.

 

 

 

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