Il tesoro di Carbognano raccontato come mai prima d'ora
volta salone Castello di Carbognano
Gli Stati Generali La Fune
CARBOGNANO - Sabato 4 febbraio, alle ore 16, nel Teatro sarà presentato il libro 'Il Palazzo di Carbognano, residenza di Giulia Farnese', scritto da Simonetta Valtieri e Daniela Gallavotti Cavallero. 

CARBOGNANO – Sabato 4 febbraio, alle ore 16, nel Teatro sarà presentato il libro ‘Il Palazzo di Carbognano, residenza di Giulia Farnese’, scritto da Simonetta Valtieri e Daniela Gallavotti Cavallero. 

di Umberto Laurenti

 

Carbognano piccolo scrigno di beni culturali ed ambientali. Grazie alle sue caratteristiche
naturali ed a Giulia Farnese che lì visse per almeno 20 dei suoi 50 anni di vita. A Carbognano
Giulia cambiò vita e divenne imprenditrice agricola, mentre con autorevolezza si occupava
delle più svariate questioni riguardanti il territorio dei Farnese. Ma soprattutto si dedicò a
Carbognano, un borgo antico e dotato di resti etruschi, romani e medievali, ma prima del suo
arrivo un normalissimo piccolo centro rurale che a seguito della peste del 1451 si era ridotto a 23
abitanti, 15 adulti e 8 ragazzi.

Grazie a Giulia fu ampliato ed abbellito il castello, furono costruite o ristrutturate le chiese, e si formò il Borgo, con la conformazione e le dimensioni che resistono ancora oggi, insieme ai luoghi della vita comune, quali le strade, i vicoli, le piazze e le fontane, l’acquedotto, le stalle ed i forni.

Damnatio memoriae ma soprattutto tradimento delle volontà di Giulia. Né immagini né sepolcro. Anche Carbognano, che in quegli anni fu visitato o comunque conosciuto da chi contava, si è come chiuso in sé stesso al termine di quegli anni di splendore, conservando però tutto.
E nessuno si è mai occupato di conoscere, recuperare, valorizzare il Borgo nel suo insieme, tant’è che sono ancora sconosciuti ai più gli
affreschi del Castello e della chiesa di Santa Maria e sono sconosciuti a tutti gli affreschi di Santa Maria della Valle, di San Donato, ed i
luoghi della vita comune che pure sono lì intatti, poiché i pochi storici o studiosi d’arte che si sono avvicinati a Carbognano, hanno preso in esame esclusivamente la vita avventurosa ed amorosa di Giulia ed il suo Castello, dimenticando tutto il contesto.

Leggendo la sua vita depurata dai pettegolezzi, ci rendiamo invece conto che il suo attivismo protofemminista determinò la fortuna della sua
famiglia e quindi l’esistenza di innumerevoli capolavori a Caprarola, Roma, Parma; e peraltro, come il suo testamento e gli atti notarili
testimoniano, fu donna illuminata ed attenta alla comunità.

Il volume scritto dalle professoresse Simonetta Valtieri e Daniela Gallavotti Cavallero sul “Castello di Carbognano residenza di Giulia
Farnese”è un contributo scientifico alla conoscenza di Giulia, della sua famiglia, della Tuscia, partendo da Carbognano ed è un passo
significativo per sensibilizzare Istituzioni ed opinione pubblica sull’importanza di utilizzare al meglio l’evento che si avvicina: nel Marzo 2024
sarà il V° Centenario della morte di Giulia Farnese ed alla sua celebrazione dovranno concorrere i Borghi Farnesiani della Tuscia, in
alleanza con le città e le Nazioni che hanno solidi legami con la memoria di Giulia e dei Farnese (Parma, Ferrara, Rimini, Roma, Napoli, Francia, Spagna, Austria).

L’obiettivo è quello di coinvolgere la popolazione locale e l’opinione pubblica, oltre che gli Studiosi e le Istituzioni, in un programma di attività che possa aiutare attraverso la conoscenza, la crescita sociale, culturale ed imprenditoriale, soprattutto dei giovani, ad attrarre ed accogliere degnamente correnti di turismo consapevole ed amante della bellezza e della natura, nel segno della memoria.

Sabato 4 febbraio, alle ore 16 nel Teatro Bianconi, sarà quindi l’occasione per ascoltare la presentazione di un volume sul Castello di Giulia,
ma anche per dare il via alle iniziative per il V° Centenario della sua morte.

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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