Il terremoto fa paura, tanti nella Tuscia hanno passato la notte in strada
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Nella notte di ieri nel capoluogo della Tuscia tanti i cittadini scesi in strada, soprattutto quelli degli appartamenti posti ai piani alti. In molti paesi le persone spaventate si sono incontrate nei parcheggi, lontano da edifici. Ci si prepara ad affrontare una nuova notte di preoccupazione.

Il terremoto fa paura anche nella Tuscia. Tante le persone che nella notte sono scese in strada e hanno passato diverse ore in macchina, prima di rientrare nelle proprie abitazioni. C’è perfino chi ha preferito dormire fuori casa, proprio all’interno delle vetture. Diversi i sindaci e amministratori comunali della provincia che sono andati a controllare la situazione nei centri storici dei propri paesi nel cuore della notte.

LA MAPPA DEL TERREMOTO

Duecento le scosse registrate dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. “Terremoto catastrofe” lo ha definito il Corriere della Sera. Oltre 70 i morti accertati fino a ora, tanti sono i bambini. La scossa più forte alle 3.36, con epicentro Accumoli (Rieti). A questa scossa ne è seguita un’altra di magnitudo 4.4 , alle 3.56, con epicentro ad Amatrice. Un sisma di forte intensità, durato 60 secondi. Poi ne sono seguite molte altre: 39 in poco più di 3 ore tra Perugia, ancora Rieti, Norcia (Perugia) e Castelsantangelo sul Nera (Macerata). Altre scosse anche dopo le 6 della mattina e attorno alle 14, di magnitudo 4.9. Poi un lunghissimo sciame sismico.

Alle 13,50 nuova scossa di terremoto, avvertita anche a Viterbo. Magnitudo 4.7 della scala Richter, a 8,4 chilometri di profondità. Si è messa in moto la macchina della solidarietà. Anche nel Viterbese è viva la paura e la preoccupazione.

I VIDEO DEL SISMA

Nella notte di ieri nel capoluogo della Tuscia tanti i cittadini scesi in strada, soprattutto quelli degli appartamenti posti ai piani alti. In molti paesi le persone spaventate si sono incontrate nei parcheggi, lontano da edifici. Ci si prepara ad affrontare una nuova notte di preoccupazione.

Gli Stati Generali La Fune
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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