Il Teatro Unione diventa monumento nazionale
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ROMA - Il Teatro dell'Unione viene inserito in un elenco prestigioso, insieme, tra gli altri, al Teatro San Carlo di Napoli, al Teatro Verdi di Firenze e al Teatro Regio di Torino.

ROMA – Il Teatro dell’Unione di Viterbo rientra nell’elenco dei teatri dichiarati monumenti nazionali.

Grazie a un emendamento di Fratelli d’Italia alla proposta di legge ‘Dichiarazione di monumento nazionale del Teatro municipale Romolo Valli di Reggio Emilia e di altri teatri storici italiani’ in discussione in Commissione Cultura della Camera, il Teatro dell’Unione viene inserito in un elenco prestigioso, insieme, tra gli altri, al Teatro San Carlo di Napoli, al Teatro Verdi di Firenze e al Teatro Regio di Torino.

“Un riconoscimento importante da parte del parlamento al nostro teatro, progettato da Virginio Vespignani. Ringraziamo il Presidente della Commissione Cultura, Federico Mollicone, e il relatore Alessandro Amorese, per Il loro impegno. Mauro Rotelli, Presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera”. Così in una nota i consiglieri Laura Allegrini, Antonella Sberna, Matteo Achilli e Pietro Amodio.

 

 

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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