Il Teatro mobile porta in scena Shakespeare a Bagnaia
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VITERBO - Sabato 24 agosto c'è "Sogno di una notte di mezza estate".

VITERBO – Sabato 23 agosto 2019 alle 21, terzo appuntamento a Bagnaia di Viterbo con lo spettacolo “Sogno di una notte di mezza estate” della compagnia dell’associazione Teatro mobile di Roma, sotto la regia di Marcello Cava e con la riscrittura, dalla commedia di William Shakespeare, di Pina Catanzariti.

Lo spettacolo fa parte della rassegna Palcoscenico a cura di Marina Cogotti, realizzata dal Polo museale del Lazio e dall’Istituto del ministero dei Beni e delle attività culturali: un viaggio tra i tesori del Lazio, ben 23 siti d’eccellenza, tra musei, palazzi nobiliari e complessi religiosi, legati da un programma vario, declinato secondo suggestioni dettate dai luoghi.

Questo primo studio sperimentale di Teatro Mobile sul e dal Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare cerca una nuova possibilità per farne a orare il suo mondo tanto ricco di poesia quanto amorale ed insensato. Un viaggio per visitatori-spettatori di questo bosco-labirinto: se il gioco degli specchi del capolavoro shakespeariano produce rifrazioni, queste e solo queste devono essere “captate” dai visitatori come suoni e voci dei misteri notturni, intuendo e scorgendo fatti e visioni estrapolati dal testo originario nella riscrittura di Pina Catanzariti.

Magia, sogno, inganni, iperrealtà e metateatro, dinamiche e intrighi familiari shakesperiani sono infatti gli ingredient che si mescolano in Sogno di una notte di mezza estate del Teatro mobile a Bagnaia di Viterbo.

Un disordine cosmico, mitologico ed erotico sul filo dell’amore inteso come ordine e armonia alla fine del mondo. In realtà descritto nella sua speculare doppiezza: sentimento violento, bestiale e distruttore che nulla crea, ma tutto distrugge e annienta, la maschera sulla realtà, la finzione, le bugie e i tradimenti. Teatro camuffato, antipsicologico e capovolto tra soluzioni atipiche, esilaranti e soprannaturali.

L’appuntamento successivo con la rassegna è per sabato 31 agosto a Palazzo Farnese con Il trespolo tutore dell’Ensemble mare nostrum.

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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