Il teatro fa tappa fissa a Vitorchiano, ecco la nona edizione di 'Fidelitas' - Premio Sandro e Marco
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Dieci giorni di spettacoli serali che avranno luogo all’aperto negli spazi della Dimora di Vitorchiano, Piccola Opera Sacro Cuore – Padri Dei Padri Dehoniani. Un posto prezioso per passare qualche tempo in serenità, situato sulla Strada Ortana al civico 19.

Il teatro sta per fare tappa fissa a Vitorchiano per dieci giorni. Tutto pronto per la nona edizione della rassegna Fidelitas – Premio Sandro e Marco.

Dieci giorni di spettacoli serali che avranno luogo all’aperto negli spazi della Dimora di Vitorchiano, Piccola Opera Sacro Cuore – Padri Dei Padri Dehoniani. Un posto prezioso per passare qualche tempo in serenità, situato sulla Strada Ortana al civico 19.

Si parte giovedì 9 luglio con ‘La Compagnia In…Stabile’ di Vitorchiano che porta in scena ‘Metamorfosi’ di Sandro Nardi, per la regia di Sandro Nardi. Venerdì 10 luglio la ‘Compagnia Teatrale Calandra’ – Tuglie (Lecce) presenta ‘Tartufo’ di Moliére, reggia di Giuseppe Miggiano.
Sabato 11 luglio ‘Colpi di Scena’ – Gravina in Puglia (Ba) porta in scena ‘Il Cilindro’ di Eduardo De Filippo – Regia di Michele Mindicini. Domenica 12 luglio ‘La Quarta Quinta’ di Roma presenta ‘Il Settimo si riposò’ di Samy Fayad, regia di Gianni Monaco. Mercoledì 15 luglio ‘I Baby Attori Compagnia In…Stabile di Vitorchiano’ arriva con ‘I Clown e il Carnevale degli Animali’ di D. Cologgi, libero adattamento e regia Marisa Borni. Venerdì 17 luglio è il turno del ‘Teatro del’Accadente di Forte dei Marmi’ con ‘Una Stridente Casa di Campagna’ di Gabriella Ghlarducci e regia di Luca Brozzo. Sabato 18 luglio ‘La Bottega dei Rebardò di Roma con ‘L’ultimo volo’ di Gianni Clementi per la regia di Enzo Ardone. E domenica 19 luglio chiude ‘La Compagnia In…Stabile di Vitorchiano’ con Metamorfosi. A chiusura la serata di gala e la premiazione.
Inizio spettacoli ore 21,15, ingresso euro 5. Per informazioni www.compagniainstabile.com oppure 0761370257/3288140938

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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