Il Teatro di Viterbo sarà riconsegnato alla città nel 2017, parola di Regione Lazio
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La conferma delle tempistiche arriva dopo la preoccupazione per le oltre 40 offerte arrivate in risposta al bando del Comune di Viterbo per il completamento dei lavori di ristrutturazione dell’impianto chiuso dal 2011.

Il Teatro di Viterbo sarà riconsegnato alla città nel 2017. La conferma delle tempistiche arriva dopo la preoccupazione per le oltre 40 offerte arrivate in risposta al bando del Comune di Viterbo per il completamento dei lavori di ristrutturazione dell’impianto chiuso dal 2011. I lavori, finanziati dalla Regione per circa 1,2 milioni di euro dovranno essere terminati entro la prossima primavera, pena la perdita del contributo.L’auspicio è stato ribadito da Pierluigi Regoli della segreteria dell’assessore alla Cultura e Politiche giovanili della Regione Lazio.

“Quartieri dell’Arte – ha detto Regoli durante la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa, qui – fa un lavoro straordinario in una città che è diventata la città dei Festival, nonostante da anni manca un non piccolo dettaglio: il Teatro. Grazie al nostro impegno per 1,2 milioni di euro realisticamente sarà riconsegnato nel 2017”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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