Il Teatro di Calcata ha una nuova facciata: ecco il Murales di Camilla Falsini
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A Calcata nuova l'opera di Camilla Falsini realizzata per Magellanea, il Festival realizzato da Librimmaginari con il sostegno del Comune e del Consiglio Regionale del Lazio

Il Teatro di Calcata nuova ha una nuova facciata. Grazie a Librimmaginari e al Comune di Calcata è stato realizzato da Camilla Falsini il murales che dà colore allo stabile. L’iniziativa, completata nei giorni scorsi, rientra nella serie di interventi realizzati da Arci Viterbo\Librimmaginari per Magellanea, il nuovo festival dell’illustrazione promosso dal Comune e curato da Marco Trulli e Marcella Brancaforte. È stato realizzato con il sostegno del Consiglio Regionale del Lazio e della Banca di Credito Cooperativo di Roma.

Dal 30 giugno al 2 luglio scorsi si era svolta la tre giorni di laboratori e mostre. In particolare la mostra collettiva “Circumnavigazioni” è stata il perno centrale del Festival intorno al quale si sono svolte numerose iniziative con ampi spazi dedicati a bambini. Alla mostra hanno partecipato gli artisti Marcella Brancaforte, Daniele Catalli, Francesca Zoboli, Marco Smacchia, Cristiana Cerretti, Rita Petruccioli, Alex Raso, Giulia Orecchia, Giovanna Ranaldi, Resli Tale, Camilla Falsini, Paolo Bazzani, Simone Rea, Sonia Giambrone e Alfonso Prota.

Circumnavigazioni perché “Calcata è un’isola – avevano scritto i curatori Marco Trulli e Marcella Brancaforte – un atollo disperso in un paesaggio bucato da forre, attraversato da fiumi e da boschi selvatici. Un territorio dell’immaginazione da circumnavigare e raccontare per immagini, popolando questo luogo di un intreccio di narrazioni avventurose, intime o epiche”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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