
ROMA – Il dimensionamento dell’Istituto Carmine viene stoppato dal Tar del Lazio. Con un decreto cautelare monocratico è stata disposta la sospensione urgente della delibera con cui la giunta regionale del Lazio l’aveva stabilito.
Il presidente della quinta sezione del Tribunale Amministrativo Regionale ha accolto l’istanza incidentale cautelare presentata dal Comune di Viterbo e ha fissato per febbraio l’udienza in camera di consiglio dove sarà discusso il ricorso.
“Con il ricorso – scrive il presidente della quinta sezione del Tar – si censura, in modo articolato, il piano regionale di dimensionamento delle istituzioni scolastiche per l’anno scolastico 2025/2026, segnatamente nella parte in cui ha disposto la soppressione dell’istituto comprensivo Carmine con suo smembramento e aggregazione a quattro altri istituti”.
Una sospensione decisa anche perché la data fissata per le iscrizioni al prossimo anno è nella finestra 21 gennaio-10 febbraio e quindi prima della data della prima camera di consiglio utile per la trattazione collegiale dell’istanza cautelare.
“Di fatto in questo momento l’Istituto Comprensivo Carmine è pienamente attivo e lo sarà fino allo scadere delle iscrizioni per il prossimo anno. Quindi i bambini e i ragazzi potranno essere iscritti come se mai avessimo discusso di questa cosa.
Cogliamo l’opportunità di chiedere alla giunta di ripensare questa parte della delibera sul dimensionamento della scuola del Carmine perché il pronunciamento del Tar sarebbe successivo alle iscrizioni e questo causerebbe disagi in caso di conferma del contenuto attuale della delibera. La prima udienza del Tar sarà il 19 febbraio e poi chissà quando si entrerà nel merito. Coglieremo questi giorni per chiedere con forza alla giunta regionale di revocare la delibera di dimensionamento”.
La questione del dimensionamento del Carmine è diventata, al di là della questione concreta, anche una battaglia politica che ha visto da una parte il Comune guidato da Chiara Frontini e la Provincia guidata da Alessandro Romoli contrapposta alla Regione a trazione Fratelli d’Italia.


















