Il Tar del Lazio boccia l'eolico dell'A&A sul territorio di Bagnoregio
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Soddisfatto il sindaco Francesco Bigiotti che dal suo profilo facebook commenta: “Bagnoregio ha ottenuto un'altra vittoria. Questa volta al Tar, contro chi si ostinava a voler costruire un impianto eolico nel nostro territorio comunale".

Eolico nel territorio di Bagnoregio, il Tar del Lazio chiude il braccio di ferro tra la società A&A e il Comune. Dando ragione a quest’ultimo.

Soddisfatto il sindaco Francesco Bigiotti che dal suo profilo facebook commenta: “Bagnoregio ha ottenuto un’altra vittoria. Questa volta al Tar, contro chi si ostinava a voler costruire un impianto eolico nel nostro territorio comunale.

Non siamo contrari in termini assoluti alle energie alternative e rinnovabili, abbiamo però deciso che la vocazione del nostro paese debba essere un’altra, quella turistica.

Per questo difendiamo il nostro paesaggio, la straordinaria bellezza di un territorio ancora incontaminato, la nostra Civita e la sua spettacolare Valle dei Calanchi.

Non è la prima volta che vinciamo simili battaglie, continueremo a batterci sempre e in maniera irremovibile contro chiunque tenti di speculare e trarre profitto da questo nostro prezioso patrimonio”.

Il Comune di Bagnoregio negli ultimi anni ha adottato tutta una serie di misure fortemente restrittive verso le pale eoliche. La A&A aveva portato la questione al Tribunale Amministrativo Regionale chiedendo l’annullamento della determinazione emessa dall’amministrazione comunale in data 15 ottobre 2015.
Respinta, niente eolico.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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