
VITERBO – Abbiamo VINTO. Il Carmine è salvo. Così si festeggia oggi la decisione del Tribunale Amministrativo Regionale, che ha annullato la delibera con cui la Giunta Rocca aveva soppresso l’autonomia dell’Istituto Comprensivo Carmine. Una vittoria piena del Comune di Viterbo, che esce rafforzato su tutta la linea da un pronunciamento netto, chiaro e imbarazzante per la Regione.
Il TAR non ha usato giri di parole: la Regione “non ha dato alcuna motivazione alla soppressione dell’Istituto”, nonostante la Conferenza Provinciale avesse già deciso per il mantenimento dell’autonomia. Una bocciatura secca, motivata dalla totale assenza di ragioni scritte, analisi, giustificazioni. Il provvedimento regionale, scrive il TAR, “difetta di congrua motivazione”. Tradotto: è stato un atto arbitrario, preso senza rispettare nemmeno le regole minime della trasparenza e della coerenza amministrativa.
Ma non è tutto. La Regione Lazio, nell’eliminare l’IC Carmine, ha anche contraddetto le sue stesse linee guida, sconfessando i criteri su cui aveva basato la riorganizzazione della rete scolastica. Il TAR rileva come sia stato dato peso esclusivo a criteri numerici, in spregio proprio a quelle indicazioni che chiedevano un approccio più articolato, rispettoso delle specificità locali. Una doppia sconfitta per la Giunta Rocca: sul piano giuridico e su quello politico.
Chi ha difeso l’Istituto, Comune e Provincia, aveva seguito le regole. Chi lo ha soppresso, Regione e maggioranza territoriale compiacente, le ha ignorate. Il risultato è oggi sotto gli occhi di tutti.
Frontini: “La giunta Rocca e i suoi rappresentanti locali devono imparare la lezione”
“Il Tar ha detto no allo smembramento dell’IC Carmine. Una vittoria degli studenti, delle loro famiglie, degli insegnanti e degli educatori. La giunta Rocca e i suoi rappresentanti locali devono imparare la lezione. Con le prepotenze e le ingerenze prima o poi si sbatte contro il muro.
Davide contro Golia. Da una parte il Comune e la Provincia di Viterbo a difesa dei cittadini, dall’altra i palazzi romani. Il tribunale amministrativo regionale ha riconosciuto le ragioni di quanti si sono battuti contro la soppressione dell’istituto scolastico Carmine contro il provvedimento varato dalla Giunta regionale del presidente Francesco Rocca che aveva disposto la cancellazione dell’autonomia della scuola ed il suo smembramento tra quattro altri istituti della città.
Una sentenza che è il risultato del lavoro svolto dal Comune in piena sintonia con la Provincia, ma anche del fondamentale apporto dell’assessore Rosanna Giliberto, del consigliere comunale delegato al contenzioso Luigi Gioiosi, dell’avvocata Paola Conticiani che ha rappresentato l’amministrazione comunale, dei consiglieri provinciali del Patto Civico Maria Rita De Alexandris ed Umberto Di Fusco. I giudici hanno dato ragione a chi, come noi, aveva segnalato che non esisteva alcun motivazione organizzativa nè numerica per giustificare la soppressione.
Il ricorso di fronte al Tar del Lazio aveva fatto propria la posizione espressa dalla Conferenza provinciale di organizzazione della rete scolastica della provincia di Viterbo. Il Carmine, come riconosce la stessa sentenza del Tar, costituisce un presidio educativo di fondamentale importanza in una zona caratterizzata da forte disagio sociale. I giudici amministrativi hanno inoltre giudicato illegittimo il provvedimento della Regione perché non fornisce alcuna motivazione adeguata per la soppressione della scuola”.
La Sindaca di Viterbo Chiara Frontini
Panunzi: “Viterbo ha saputo fare squadra. Ora lavorare per soluzioni condivise”
“Accolgo con grande soddisfazione la notizia della vittoria al Tar del Comune di Viterbo contro la delibera regionale sul dimensionamento dell’Istituto Comprensivo Carmine. Si tratta di una sentenza importante, che conferma la fondatezza delle ragioni espresse dalle istituzioni locali, dai sindacati e da tutta la comunità scolastica.
Il consiglio comunale straordinario del 7 febbraio ha rappresentato un momento fondamentale in cui Viterbo ha saputo fare squadra, unendo forze politiche, dirigenti scolastici, famiglie e rappresentanze sindacali per difendere un presidio educativo essenziale per il territorio. Per la prima volta ci siamo trovati di fronte a un provvedimento regionale adottato in contrasto con le deliberazioni del consiglio provinciale e dei consigli comunali, rompendo quella filiera istituzionale che dovrebbe sempre agire in sinergia per tutelare i diritti dei cittadini. Una frattura che ha generato tensione e incertezza, e che ora può finalmente essere superata.
Ho sempre sostenuto che la scuola rappresenti il cuore di una comunità e che ogni scelta che ne comprometta l’identità e la funzionalità vada valutata con attenzione e responsabilità. In questo caso, il rischio era quello di indebolire un presidio fondamentale per il territorio, senza un reale confronto con chi lo vive ogni giorno. Questa sentenza dà forza a chi ha chiesto un passo indietro, ora serve lavorare per soluzioni condivise, che tengano insieme qualità dell’offerta formativa e tutela del radicamento scolastico nelle nostre città”.
Enrico Panunzi
Vice presidente del consiglio regionale del Lazio
Romoli: “Difendere l’autonomia scolastica significa garantire diritti, presidiare il territorio, contrastare lo spopolamento”
“Accolgo con grande soddisfazione la decisione del Tar del Lazio che annulla la soppressione dell’Istituto Comprensivo Carmine di Viterbo. Una sentenza importante, che dà pienamente ragione a chi – come noi – ha difeso con forza il valore di questa scuola.
Abbiamo lavorato in sinergia con i comuni della Tuscia e con le comunità scolastiche, presentando un piano serio, coerente e rispettoso delle regole. Le comunità scolastiche sono un presidio sociale e culturale fondamentale per i quartieri e i comuni che hanno bisogno di attenzione, ascolto e presenza istituzionale.
La Regione ha agito senza fornire le necessarie motivazioni e senza tener conto delle proposte avanzate dagli enti locali, contravvenendo allo stesso principio di leale collaborazione che dovrebbe guidare ogni processo di riorganizzazione. Oggi quella decisione viene rimessa al suo posto. E non è una questione di burocrazia, ma di giustizia.
La Provincia di Viterbo è fatta di piccoli centri, di comunità che resistono anche grazie alle loro scuole. Difendere l’autonomia scolastica significa garantire diritti, presidiare il territorio, contrastare lo spopolamento. Questo è il mio impegno, ieri come oggi. Continuerò a lottare per ogni scuola della Tuscia. Nessuno deve sentirsi dimenticato”.
Alessandro Romoli
Presidente della Provincia di Viterbo


















