Il Tar a Enel: "Demolite l'ex strutture della centrale nucleare". La società annuncia ricorso al Consiglio di Stato
montalto
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MONTALTO - "Mi sarei aspettata da Enel una dichiarazione di collaborazione per il bene del territorio anziché una nuova dichiarazione di guerra comunicando il ricorso". Così il sindaco Socciarelli.

VITERBO – Enel dovrà demolire le strutture dell’ex centrale termonucleare di Montalto di Castro.

Lo ha deciso il Tribunale Amministrativo del Lazio, che ha respinto un ricorso proposto nel lontano 2018 da Enel Produzione Spa. Ricorso rispetto ai contenuti dell’ordinanza comunale che dispone la demolizione e l’avvio del recupero urbanistico ed edilizio del comprensorio.

“Anche se Enel ha già annunciato il ricorso al Consiglio di Stato – dichiara il sindaco Emanuela Socciarelli – oggi è comunque una giornata storica per la nostra comunità. Dopo anni di battaglie legali, abbiamo finalmente ottenuto la conferma del nostro diritto a liberarci del fardello della centrale nucleare abbandonata, che da troppo tempo deturpa il nostro territorio.

Mi sarei aspettata da Enel una dichiarazione di collaborazione per il bene del territorio anziché una nuova dichiarazione di guerra comunicando il ricorso. Tutelare il territorio – conclude il sindaco Socciarelli – significa anche eliminare questo ecomostro che impatta su tutta la costa ed è visibile dal Lazio Nord fino alla bassa Toscana”.

 

 

 

 

 

 

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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