Il successo dei 18 tedofori: da Assisi anche un rametto di ulivo da piantare al Santuario
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Sono arrivati addirittura ad Assisi, simbolo glovale di pace dove, sabato mattina si sono incontrati con padre Giovanni, vicario generale del Sacro Convento di Assisi, per ottenere la benedizione della fiaccola sulla tomba di San Francesco.

Dopo la benedizione della fiaccola da parte di Papa Bergoglio nel 2015, quest’anno era difficile eguagliare quel risultato. Eppure i diciotto atleti radunati da Rodolfo Valentino, Giuseppe Tenti, Enrico Alfonsini e Bruno Buzzi, ci sono riusciti. Sono arrivati addirittura ad Assisi, simbolo glovale di pace dove, sabato mattina si sono incontrati con padre Giovanni, vicario generale del Sacro Convento di Assisi, per ottenere la benedizione della fiaccola sulla tomba di San Francesco.

Così la fiaccola “Lux Rosae” è partita in staffetta verso Viterbo in mano, a turno, ai diciotto tedofori. Tra loro anche il campione di handbike Mauro Cratassa. Percorsi 130 km i diciotto sono arrivati trionfanti sotto la Macchina di Santa Rosa, proprio prima del Trasporto.

Durante la celebrazione sulla tomba di San Francesco padre Giovanni ha anche benedetto una pianta di ulivo che sarà piantata nel giardino del Monastero di santa Rosa.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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