
La storia di questa domenica su La Fune è di stretta attualità e ha a che fare con le cose recenti, con quanto accaduto negli ultimi anni sul rapporto tra il capoluogo e il resto della provincia. Vogliamo concentrare l’attenzione su un fatto che sembra uscire fuori dalle cose: il sorpasso della provincia rispetto al suo centro.
Così nella Tuscia si apre una fase nuova, che va a rimettere in discussione molto. Andiamo con la memoria al giugno 2013, alla vittoria dell’attuale sindaco della città dei papi Leonardo Michelini e alla sua vocazione “viterbocentrica”. Il nuovo sindaco in campagna elettorale cavalcò il cavallo del capoluogo come traino della locomotiva Tuscia. Per lui questo era un obiettivo chiaro da perseguire.
E invece una serie di circostanze stanno disegnando un’altra realtà, quella del sorpasso appunto. Basta guardare a nord, sulla Teverina. Bagnoregio negli ultimi tempi sembra essere diventata un missile. Sono i risvolti della contemporaneità, caratterizzata dalla velocità. Se indovini le strade giuste e ti metti a navigare dentro la corrente del contemporaneo cresci in tempi strettissimi. Se invece non sai leggere il paradigma del momento vai in rovina rapidamente. Bella o brutta che sia è questa la realtà.
Bagnoregio vola e cresce in turismo, festival, offerta culturale, lavoro, economia. Sarebbe banale dire che per loro è facile perché hanno un gioiello come Civita. Civita infatti c’è da sempre e la ricchezza di Bagnoregio va piuttosto individuata in una capacità di mettere a frutto e di fare sistema. Ma anche il non fermarsi, il rilanciare, il riuscire a stare dentro al vento sono qualità che stanno mettendo in evidenza questi “uomini del Nord”. La settimana scorsa, sulla scia di questa visione delle cose, è nata l’unione dei comuni della Teverina. E se il nostro fiuto non ci tradisce ne vedremo delle belle. In pratica sta venendo al mondo un pezzo di Toscana o di Umbria 2.0 nel Nord del Viterbese.
Ma non è tutto, c’è Tuscania. Anche qui è cambiata l’aria e il Fleb (Festival della Letteratura Breve) racconta un movimento. La capacità di inventare format più al passo con i tempi e di rottura. Di strada da fare ce n’è tanta ma ci sono indizi che lasciano ben sperare. Questo per fare due esempi ma ci sono movimenti che stanno svegliando anche la zona del lago di Bolsena. Bolsena stessa è diventata un modello. A Montefiascone c’è la freschezza dei ragazzi di Libera Voce e la solidità dell’Est Film Fest. A Vallerano ‘La Notte delle Candele’ e un’amministrazione efficace e d’impatto.
La provincia sembra animata da una nuova vita, una sorta di rinascita dopo decenni in attesa della locomotiva Viterbo, locomotiva che non è mai partita. Probabilmente persa su un binario morto della Roma Nord.
E a fronte di una provincia in fermento c’è un capoluogo appiattito, dilaniato da lotte intestine e soffocato dai piagnistei. I giovani, che della provincia spesso stanno facendo la fortuna, a Viterbo sono inchiodati nelle seconde e terze file. Magari mettono a posto le sedie o distribuiscono i volantini, quelli più fortunati ricevono la mancetta di qualche migliaia di euro. Tutto questo è il brodo di coltura del sorpasso.


















