Il sindaco di Calcata Pandolfi teme che il suo borgo venga preso d'assalto con la ripartenza: "Abbiamo un solo vigile urbano, ci serve supporto"
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CALCATA - Un tema davvero interessante che apre una prospettiva inaspettata, in questo momento, ma che sicuramente è figlia di attente considerazioni. 

CALCATA – Tra le incognite della ripartenza è contemplata anche l’ipotesi dei borghi presi d’assalto. Una prospettiva che viene presa in seria considerazione dal sindaco di Calcata Sandra Pandolfi. 

“La ripresa sarà sicuramente faticosa ma c’è un ulteriore aspetto a preoccuparmi: la gestione dei flussi turistici. Faccio presente che nel fine settimana immediatamente precedente al lockdown, quando già nel nord Italia la situazione era molto seria, siamo stati presi letteralmente d’assalto.

Calcata è un piccolo comune e abbiamo un solo vigile urbano. Potremmo avere bisogno di misure di supporto e la Regione potrebbe dare le risposte che credo saranno necessarie per noi”. Così il sindaco al confronto con la Regione Lazio di questo pomeriggio.

Un tema davvero interessante che apre una prospettiva inaspettata, in questo momento, ma che sicuramente è figlia di attente considerazioni. 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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