

VITERBO – La petizione di Tusciaweb per chiedere le dimissioni di Arena e il voto anticipato in autunno ha fatto emergere chiaramente un punto: il silenzio che c’è intorno al sindaco. Non un uomo della maggioranza ha detto mezza parola e anzi il non dire nulla è in qualche modo un gesto di condivisione su un punto: così non va.
E’ quello che confessano tutti i consiglieri, o quasi, a microfoni spenti. E rimanere fermi e fare “prendere gli schiaffi” ad Arena sarebbe parte di una strategia chiara: lasciarlo bruciare per evitare idee di ricandidatura. Il resto della storia la faranno gli eventi di carattere nazionale che si andranno a susseguire nei prossimi mesi.
Se, come diversi pronosticano, a gennaio 2022 si vedrà la fine del governo Draghi allora anche Palazzo dei Priori sarà interessato da un reset. A quel punto il centrodestra, in coalizione, avrà accantonato l’era Arena e si troverà pronto a un nuovo giro di giostra dopo mesi di prese di distanza da un’amministrazione di cui fanno parte e che tengono in piedi ma non condividono nelle azioni e nei risultati. Se però non dovesse apparecchiarsi questa situazione la strategia dei partiti sarà quella di stringere i denti e avere pazienza, fino a portare alla fine naturale il tutto.
Il dato che si registra oggi rimane il silenzio e la sensazione di un sindaco piuttosto isolato e guardato con sufficienza dai suoi stessi uomini.

















