Il settore Cultura torna nel centro storico
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VITERBO - Riportare gli uffici comunali nel centro storico e l'amministrazione targata Chiara Frontini ha deciso di trasferire da via Garbini in via Fontanella del Suffragio l'intero settore Cultura. 

VITERBO – Riportare gli uffici comunali nel centro storico e l’amministrazione targata Chiara Frontini ha deciso di trasferire da via Garbini in via Fontanella del Suffragio l’intero settore Cultura. 

Da mesi sono in corso lavori per la sistemazione dello stabile comunale storicamente sede per il lavoro delle minoranze ma da tempo inutilizzato. All’interno tutto è stato sistemato, mancano gli ultimi interventi. Quindi il settore guidato dall’assessore e vicesindaco Alfonso Antoniozzi potrà fare gli scatoloni e lasciare via Garbini. 

Riportare il settore Cultura nel centro della città non è solo in linea con l’idea che una rinascita del centro storico passa per il ritorno degli uffici e dei dipendenti ma vuole essere anche un simbolo di una rinascita che, con tutte le difficoltà delle cose concrete, è nel mirino dell’amministrazione Frontini. 

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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