Il Semaforo de La Fune - Rosso ai vandali di Santa Barbara, giallo sul dossier del Museo delle Macchine e verde per Jon Fosse
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Una settimana piena di fatti di cronaca terribili, tra cui gli atti vandalici verso la palestra di Santa Barbara. Poi il dossier sul Museo delle Macchine di Santa Rosa e la cittadinanza onoraria a Jon Fosse.

SEMAFORO ROSSO per l’autore o gli autori dell’atto vandalico contro la palestra di Santa Barbara. Qualcuno, che resterà anonimo ancora per poco – visto che sono in corso le indagini e la città è talmente piena  di telecamere che praticamente ogni cosa, nel tempo, può essere scoperta -, ha malpensato di rompere il controsoffitto e tre porte a colpi di estintore. Il tutto alla vigilia della consegna di un bene per cui la città ha dovuto attendere dieci anni. “Signor giudice, si raccomanda la massima severità”.

 

 

 

 

 

SEMAFORO GIALLO per l’amministrazione Frontini sul Museo delle Macchine di Santa Rosa. Il dossier, realizzato in era Michelini e poi sigillato in un qualche cassetto di Palazzo dei Priori, andrebbe ripreso ma anche a questa giunta manca il coraggio di iniziare un cammino per dare alla città un centro d’identità fortissimo. Si guarda ai costi dell’impresa, senza considerare le potenzialità. Ha ragione Russo: “auguriamoci in un futuro che arrivi qualche mente illuminata alla guida di Viterbo”. Se intanto anche Frontini volesse attaccare la corrente, su questa questione specifica, non sarebbe male.

 

 

 

 

 

 

 

SEMAFORO VERDE per Viterbo Capitale Europea della Cultura. L’impresa è ostica ma questa settimana c’è stato un segnale di livello: la cittadinanza onoraria di Jon Fosse, premio Nobel per la letteratura. Un riconoscimento anche a un festival, Quartieri dell’Arte, che da trenta anni fa cultura di altissimo livello nel capoluogo della Tuscia. Fosse infatti ha intrecciato la sua vita con la città di Viterbo proprio grazie al lavoro del direttore di QdA Gianmaria Cervo, figura di dimensione internazionale e capace di collegare Viterbo al mondo.  

 

 

 

 

 

 

Gli Stati Generali La Fune
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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