
SEMAFORO ROSSO per l’autore o gli autori dell’atto vandalico contro la palestra di Santa Barbara. Qualcuno, che resterà anonimo ancora per poco – visto che sono in corso le indagini e la città è talmente piena di telecamere che praticamente ogni cosa, nel tempo, può essere scoperta -, ha malpensato di rompere il controsoffitto e tre porte a colpi di estintore. Il tutto alla vigilia della consegna di un bene per cui la città ha dovuto attendere dieci anni. “Signor giudice, si raccomanda la massima severità”.
SEMAFORO GIALLO per l’amministrazione Frontini sul Museo delle Macchine di Santa Rosa. Il dossier, realizzato in era Michelini e poi sigillato in un qualche cassetto di Palazzo dei Priori, andrebbe ripreso ma anche a questa giunta manca il coraggio di iniziare un cammino per dare alla città un centro d’identità fortissimo. Si guarda ai costi dell’impresa, senza considerare le potenzialità. Ha ragione Russo: “auguriamoci in un futuro che arrivi qualche mente illuminata alla guida di Viterbo”. Se intanto anche Frontini volesse attaccare la corrente, su questa questione specifica, non sarebbe male.
SEMAFORO VERDE per Viterbo Capitale Europea della Cultura. L’impresa è ostica ma questa settimana c’è stato un segnale di livello: la cittadinanza onoraria di Jon Fosse, premio Nobel per la letteratura. Un riconoscimento anche a un festival, Quartieri dell’Arte, che da trenta anni fa cultura di altissimo livello nel capoluogo della Tuscia. Fosse infatti ha intrecciato la sua vita con la città di Viterbo proprio grazie al lavoro del direttore di QdA Gianmaria Cervo, figura di dimensione internazionale e capace di collegare Viterbo al mondo.





















