Il Semaforo de La Fune - Rosso a "Panzer" Martinengo, giallo per la sanità viterbese e verde per gli agostiniani della Trinità
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Una settimana intensa, con tanto di fumata bianca. Scopri i tre colori del semaforo de La Fune.

SEMAFORO ROSSO per Giancarlo Martinengo. Le segnalazioni di erba alta non ci interessano in genere. Metri e metri di verde cresce rigoglioso su Viterbo da quando non ci sono più gli stradini e i giardinieri del Comune. Con buona pace d’Arena e dei suoi post Facebook. Quindi saranno trent’anni che la situazione è questa.

Però ci deve interessare quando l’erba è alta nelle scuole e nei parchi pubblici. Lì se fai l’assessore al ramo e il sistema degli appalti (che funziona di merda, preferiamo usare un linguaggio chiaro) fa cilecca non hai scampo: dovresti imbracciare tu il decespugliatore.

Martinengo è arrivato come “il panzer”, il carrarmato che doveva piegare con forza i malfunzionamenti storici della macchina comunale. Invece l’erba alta ha impantanato anche lui. “Dove portiamo i bambini al parco?”. Ci chiedono le madri di Viterbo. Assessore caro, lei non lo sente questo malessere? Ci dia retta, imbracci il decespugliatore o finirà per essere come tutti gli altri suoi predecessori. Dia un segnale di discontinuità del modo di fare politica in questa città disgraziata, dove i bambini non hanno neanche un posto dove giocare.

 

SEMAFOTO GIALLO per le strutture ospedaliere viterbesi. Una recente analisi sulla percezione della qualità dei servizi erogati non è ottimale. La Asl è chiamata quindi a migliorare tanto i servizi, quanto l’accoglienza e la comunicazione.

 

 

 

 

 

 

 

SEMAFORO VERDE per gli agostiniani della Trinità. Papa Leone XIV viene dal loro ordine e la notizia dell’elezione al soglio di Pietro di Robert Francis Prevost è stata un’emozione grandissima, specie per chi nel 2011 ha partecipato alla sua messa vicino al bellissimo volto di Maria Santissima Liberatrice che questa chiesa viterbese custodisce.

 

 

 

 

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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