
VITERBO – Cambia volto il cuore dell’assistenza sanitaria viterbese. Il progetto di riqualificazione del pronto soccorso dell’Ospedale Santa Rosa di Viterbo e la realizzazione di un nuovo laboratorio analisi segnano un momento di svolta per il sistema sanitario locale. Un investimento corposo e strategico, che porta con sé un messaggio chiaro: la Regione Lazio, sotto la guida del Presidente Francesco Rocca, non ha intenzione di limitarsi a gestire l’esistente, ma vuole rilanciare sul serio, puntando su strutture moderne, servizi efficienti e…fiducia pubblica.
Durante la presentazione del progetto, Rocca ha parlato senza giri di parole: “Stiamo portando avanti una rivoluzione vera, strutturale. Non si tratta solo di mattoni, ma di una nuova visione della sanità pubblica. Riorganizzare i reparti, assumere nuovo personale, dare dignità ai pazienti e condizioni lavorative adeguate agli operatori sanitari: è questa la strada che abbiamo intrapreso”.
E le cifre danno sostanza alle parole. L’ospedale Santa Rosa passerà da 380 a 506 posti letto entro il 2026, con un pronto soccorso totalmente ripensato per rispondere alle esigenze di un’utenza in crescita e sempre più complessa. In parallelo, il nuovo laboratorio analisi sarà dotato di tecnologie avanzate, con l’obiettivo di ridurre tempi, aumentare l’efficienza diagnostica e offrire prestazioni di qualità superiore.
A fare eco al Presidente, anche Luisa Ciambella, responsabile del Movimento Civico Rocca, che ha voluto ringraziare pubblicamente la direzione della Asl di Viterbo, a partire dal Direttore Generale Egisto Bianconi, fino a medici, sanitari e operatori: “Con professionalità e passione stanno contribuendo a trasformare il nostro ospedale in un punto di riferimento d’eccellenza”.
Ciambella, pur riconoscendo che il percorso è ancora lungo, sottolinea come i primi risultati siano già tangibili: “C’è ancora molta strada da fare, ma stiamo dimostrando che si può cambiare davvero, con serietà e rispetto verso i cittadini. La sanità pubblica deve tornare ad essere sinonimo di sicurezza, prossimità e qualità. Ogni viterbese ha il diritto di sentirsi accolto e curato nel proprio territorio”.


















