Il Sampei di Bolsena Marco Pasquini in Svezia per rappresentare l'Italia a una gara mondiale di pesca
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Cosa c’entra Bolsena con Amal, una deliziosa cittadina nel sud della Svezia? Sì è vero, entrambe sono piccole e pittoresche ma la cosa che le accomuna di più è che entrambe si affacciano su un lago, l’una su quello vulcanico più grande d’Europa e l’altra, sul lago Varnen, il terzo bacino più grande del nostro continente.

Cosa c’entra Bolsena con Amal, una deliziosa cittadina nel sud della Svezia? Sì è vero, entrambe sono piccole e pittoresche ma la cosa che le accomuna di più è che entrambe si affacciano su
un lago, l’una su quello vulcanico più grande d’Europa e l’altra, sul lago Varnen, il terzo bacino più grande del nostro continente.

Ma in questi giorni c’è un ulteriore fattore che vede i due paesini accomunati ovvero una gara di pesca mondiale, il 7° Hobie fishing worlds dove l’Italia sarà rappresentata dal Bolsena Yachting con Marco Pasquini, un giovane bolsenese e pescatore per passione nonché vincitore del 2° Campionato nazionale Bolsena in Kayak e della Garmin Cup, gara al Bass su barche a motore. Il 15 maggio ad Amal è cominciato il Campionato Mondiale di pesca su kayak, con un pre-event dove gli atleti potranno testare la location, le imbarcazioni (Hobie Pro Angler 14 attrezzati con eco
Lowrance Elite) e tutti i materiali, per poi entrare nel vivo della gara col la tre giorni in programma che vedrà sfidarsi 48 atleti provenienti da tutto il mondo.

Nelle acque svedesi, Marco dovrà vedersela con i lucci e persici ma il lago contiene anche una grande quantità di trote e salmoni, cosa che non lo spaventa poiché in questi mesi si è  allenato notte e giorno nelle acque di Bolsena. Il nostro pescatore è carico e sarà supportato dal team del Bolsena Yachting. Non sarà di certo come un Mondiale di calcio, ma almeno il nostro orgoglio patriottico, anche quest’anno, verrà acceso per sostenere il bolsenese.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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