Il Sacrario è un parcheggio o un "elemosinario"?
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Il principale parcheggio della città, punto d'ingresso per moltissimi dalla provincia e da fuori è ridotto a un campo d'elemosinanti. E' bello? E' giusto?

Una volta c’era la custodia dei gestori del parcheggio, oggi ci sono gli elemosinanti. Pacchetti di fazzoletti, calzini, a volte anche un signore con un pappagallino che pesca i numeri fortunati da giocarsi al lotto, o semplicemente mani tese alla caccia di qualche spicciolo. Questo è il parcheggio del Sacrario oggi.

Un biglietto da visita niente male per chi frequenta la città e soprattutto per chi ci viene per la prima volta. Un’immagine suggestiva che sta contraddistinguendo Viterbo, al punto che registriamo anche questa battuta di un tizio, accento partenopeo, che preso d’assedio da ogni lato dice: “Neanche a Bombei mi è successa una cosa del genere!”.

Effettivamente ci soffermiamo qualche minuto a osservare la scena e sembra di essere su un terreno di caccia. Vicino alle casse automatiche scattano le prime “ficcate”. Gli elemosinanti e venditori abusivi vari sanno bene che a volte chi paga il ticket riceve spicci di resto e se il pressing è forte, magari per togliersi dalla scocciatura, il malcapitato di turno è anche disposto a disfarsene.

Alcuni chiamano anche i vigili urbani, ma è impensabile che tutori dell’ordine vari possano presidiare h 24 l’area. La domanda è: tutto questo ha senso?

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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