Il ruolo importante del capoluogo nella candidatura di Civita e Bagnoregio a Capitale Italiana della Cultura 2025
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VITERBO - L'importante risultato ottenuto da Bagnoregio con la candidatura di Civita e Bagnoregio a Capitale Italiana della Cultura 2025 passa anche dall'alleanza con il capoluogo della Tuscia.

VITERBO – L’importante risultato ottenuto da Bagnoregio con la candidatura di Civita e Bagnoregio a Capitale Italiana della Cultura 2025 passa anche dall’alleanza con il capoluogo della Tuscia.

Nel progetto Essere Ponti, che ha permesso a Bagnoregio di entrare nella rosa dei dieci finalisti per il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2025, infatti è bene evidenziata l’intenzione di coinvolgere l’area provinciale del Viterbese attraverso l’apporto del capoluogo.

“Uno dei primi atti firmati al nostro arrivo è stato proprio il sostegno al Comune di Bagnoregio per la candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2025. Perché il ruolo del Comune capoluogo è sì di motore, ma anche di supporto allo sviluppo di tutta la Tuscia.

Viterbo è il cuore della Tuscia, e ragionare da territorio, da area vasta e non solo nei nostri formali confini amministrativi ci farà crescere e prosperare. La stessa logica verrà adottata per la candidatura di Viterbo – la Tuscia – a Capitale Europea 2033”. Queste le parole del sindaco Frontini, che rivendica la paternità sull’inizio di un percorso che vuole riaccreditare Viterbo al ruolo di centro dell’intera provincia. 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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