Il ruggito di Sandro Rossi: "Grazie di cuore per esservi presi cura della mia persona"
Facchini di Santa Rosa - Foto Lietta Granato
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VITERBO - In occasione del giro delle sette chiese aveva inviato un messaggio ai suoi facchini chiedendogli un "ruggito di leone". Oggi è tornato a ruggire lui, inviando un messaggio per ringraziare i medici e tutto il personale che lo ha assistito e curato.

VITERBO – (Foto Lietta Granato) Il capofacchino Sandro Rossi si sta riprendendo dall’infarto che lo ha colpito a pochi giorni dal “sollevate e fermi” del 2024. In occasione del giro delle sette chiese aveva inviato un messaggio ai suoi facchini chiedendogli un “ruggito di leone”. Oggi è tornato a ruggire lui, inviando un messaggio per ringraziare i medici e tutto il personale che lo ha assistito e curato.

“Desidero ringraziare di vero cuore (termine quanto mai appropriato) lo staff medico del reparto di Cardiologia dell’ospedale di Belcolle che, in occasione della mia vicenda personale, ha profuso tutte le proprie energie e competenze risolvendo prontamente una situazione piuttosto complicata.

In particolare il mio grazie va al dott. Francesco Serra e alla sua equipe che ha, con grande perizia, senza risparmio, operato.
Grazie anche ai dottori Pietro Scrimieri, Giordano Zampi, Federico Bernardini e Daniele Pontillo. Ringrazio Michelangelo Luciani e tutto il personale infermieristico che continuamente si sono presi cura della mia persona. Infine, un ringraziamento allo staff medico infermieristico del Sodalizio che, con la incessante presenza, ha reso meno difficile la mia degenza. Abbraccio tutti con grande affetto e gratitudine”. Questo il messaggio di Rossi.

 

 

 

 

 

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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