Il Ruffini è "the king" nella formazione di studenti nella Tuscia, brilla come classico il Colasanti di Civita
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TORINO - Come preparano gli studenti della Tuscia le varie scuole superiori del territorio? A tentare di dare una risposta, da diversi anni e su scala nazionale, è Eduscopio. 

TORINO – Come preparano gli studenti della Tuscia le varie scuole superiori del territorio? A tentare di dare una risposta, da diversi anni e su scala nazionale, è Eduscopio. 

Il portale della Fondazione Agnelli ha pubblicato, in queste ore, le classifiche del 2023. Sono costruite tenendo conto delle performance dei “licenziati” di ogni istituto o liceo ottenute negli ultimi due anni. Considera i risultati degli studenti ottenuti nel primo biennio di università e sul mercato del lavoro, sempre negli ultimi due anni. 

I parametri pertanto sono: numero di esami, media dei voti oppure tasso di occupazione post diploma. 

Quello che viene fuori è che a fare la parte del leone sulla qualità della formazione è il Liceo Scientifico Ruffini (scienze applicate) con un indice pari a 72.88, il più alto di tutta la Tuscia. Brilla tra i licei classici il Colasanti di Civita Castellana. Per i linguistici va meglio di tutti l’Iis di Bassano Romano. Secondo e terzo posto (rispettivamente come classico e linguistico) per il Mariano Buratti di Viterbo. Per il linguistico al secondo posto si piazza il Meucci di Nepi. 

Il Besta di Orte supera come liceo delle scienze umane il Santa Rosa di Viterbo. 

Il gruppo di lavoro della Fondazione Agnelli ha analizzato i dati di circa un milione 326mila diplomati italiani in tre successivi anni scolastici (dal 2017 al 2020) in circa 7mila 850 indirizzi di studio nelle scuole secondarie di secondo grado statali e paritarie.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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