Il ritorno sulla scena politica di Giancarlo Gabbianelli
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E c'è chi già si chiede se qualcosa di particolare abbia iniziato a bollire nel pentolone della politica viterbese in vista dei prossimi appuntamenti elettorali.

Quando se ne è andato era tutto un altro mondo politico. Due mandati da sindaco di Viterbo, di cui l’ultimo finito con un anno d’anticipo, una candidatura non andata in porto per entrare in consiglio regionale e poi l’uscita di scena. L’ultimo atto come presidente del consiglio, tanti dicono il migliore della storia recente della città, nell’era di Giulio Marini sindaco.

Giovedì alle 17 alle Terme dei Papi il ritorno di Giancarlo Gabbianelli, sindaco rimpianto della città di Viterbo. Sarà protagonista in un convegno dedicato alla storia viterbese del Msi. Il suo intervento è previsto subito dopo i saluti e l’introduzione affidati a Filiberto Pesciaroli. Prevista la presenza di Maurizio Gasparri, Ignazio La Russa e Francesco Storace. A moderare l’incontro Claudio Taglia, presidente dell’associazione Tuscia Solidale.

E c’è chi già si chiede se qualcosa di particolare abbia iniziato a bollire nel pentolone della politica viterbese in vista dei prossimi appuntamenti elettorali.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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