Il ritorno di Petroselli a Viterbo. Un'anteprima video
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Nel documentario sull'ex sindaco viterbese di Roma anche una testimonianza video di monsignor Salvatore Del Ciuco. Interverrà il regista Andrea Rusich.

Il ritorno di Petroselli a Viterbo. Domani, lunedì 12 maggio, alle 18 al Cinema Genio la proiezione del documentario “Il sindaco Petroselli” di Andrea Rusich, che sarà presente alla serata insieme a don Angelo Massi, ex compagno di seminario del sindaco viterbese di Roma. L’iniziativa, già organizzata da Roma Capitale lo scorso 1° marzo presso l’Auditorium Parco della Musica, a 33 anni dalla scomparsa, verrà ripetuta nella Città dei Papi grazie al comune di Viterbo.

Nel documentario anche una testimonianza video di monsignor Salvatore Del Ciuco (anche lui ex compagno di seminario di Petroselli) che ricorda quando l’ex sindaco di Roma (fu primo cittadino dal 1979 al 1981), in visita ufficiale a Viterbo, lo andò a trovare nello stupore dello staff. Petroselli era comunista e non era usuale, in quell’epoca, che si andasse a far visita a casa di un prelato. Proprio per questo Petroselli era, come Berlinguer, un uomo capace di raccogliere consensi in maniera trasversale.

“Vogliamo ricordare il sindaco di tutti – ha sottolineato il primo cittadino Leonardo Michelini – un uomo che ha lasciato un segno indelebile. Ricordarlo attraverso immagini, discorsi, testimonianze che riguardano la sua vita, personale e politica, ritengo sia il modo migliore per far conoscere il prezioso contributo che ha lasciato alla sua gente e al suo territorio”.

“È possibile governare una grande città come Roma solo con il cuore – ha aggiunto Andrea Rusich – amandola come si ama la propria famiglia, la propria casa, dove si è nati per poi tornare cresciuti. A Viterbo, appunto. Da dove Petroselli ci lascia l’ennesima lezione di attualità”.

 

Nel video un’anteprima realizzata da Meridiana Notizie per la proiezione del febbraio scorso:

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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