Il ritorno di Forza Italia sul capoluogo nel segno di Fabrizio Purchiaroni. L'obiettivo? Portare il partito al 20%
Purchiaroni
Masicar800x120-optimize
E il 20% di Forza Italia si può costruire solo in un modo, prendendo le percentuali di altri.

VITERBO – La politica ha eletto Fabrizio Purchiaroni segretario di Forza Italia nel capoluogo della Tuscia. Questo è nelle cose, questo è nelle tessere e nelle varie anime. Il partito azzurro ha saputo dialogare, convergere e regalarsi un congresso unitario. Nuova e vecchia guardia siedono vicine anziché contrapposte, come accadeva fino a qualche mese fa, e il merito personale di Purchiaroni è di avere qualità riconosciute da tutti e questo gli ha reso possibile essere l’uomo della sintesi.

Segretario perché convince chi ha le redini del partito (asse Battistoni-Romoli), segretario perché su di lui “nulla osta” Giovanni Arena (vecchia guardia con un pacchetto di centinaia di tessere in tasca). Così tra i due litiganti (ormai ex) il terzo, ossia Purchiaroni, gode.

Ma il segretario comunale appena eletto non è un fantoccio della politica. E’ persona con una propria dignità e dimensione cognitiva, uno capace insomma e che intende giocare il suo ruolo. Ha una missione, che è la stessa dei livelli sopra di lui, da declinare su Viterbo: portare gli azzurri al 20%. E non ci è apparso affatto spaventato, anzi.

La strada nel capoluogo della Tuscia potrebbe apparire ingarbugliata ma, come spesso accade, Viterbo sembrerebbe destinata a giocare il ruolo di laboratorio politico. Chi è navigato della materia sa che questo è accaduto diverse volte. Purchiaroni, senza scomodare il vecchio giochino dei “due forni”, si trova ad avere le mani piuttosto libere.

Forza Italia è nel centrodestra è vero ma in un centrodestra di memoria “berlusconiano” (stile che gli azzurri ricordano bene), basato sul rispetto massimo della dignità degli alleati, al di là dello zero virgola in più o meno del dato numerico elettorale. Concetto che dentro questo centrodestra, profondamente diverso da quello immaginato da papà Silvio, spesso si vede traballare. Forza Italia guarda alla società civile. Chi è cresciuto nel partito lo sa bene. Chi lo ha studiato, al di là della spilletta luccicosa che ha silurato un grigio Achille Occhetto, cosa è stata Forza Italia ne è consapevole.

Il 20%, obiettivo dichiarato a tutti i livelli dagli azzurri, non è roba che si ottiene facendo le belle statuine (o le comparse) nel gioco politico di altri alleati più o meno formali. Il 20% si ottiene sgomitando, garantendo presenza sui territori, caratterizzandosi, immaginando strade non convenzionali.

E a Viterbo una strada “non convenzionale” si trova a passare necessariamente per tale Chiara Frontini, donna trentenne capace di partorire un proprio universo politico e convincere la maggioranza dei viterbesi (almeno la maggioranza delle urne, che poi è l’unica che conta) di viverci dentro. E così al congresso della Forza Italia di Battistoni-Romoli-Purchiaroni (ma anche di Arena) c’era sì Gigi Buzzi di Fratelli d’Italia e c’era certamente Andrea Micci della Lega ma la scena è stata “divorata” da un’altra presente: Chiara Frontini.

La stessa che poco prima tagliava il nastro della piscina comunale con il forzista della prima ora Barelli (no Giacomo ma Paolo). La stessa che si è presa l’applauso dello stesso Barelli a microfono aperto dentro l’auditorium di Unindustria. Forza Italia guarda al civismo, il civismo guarda a Forza Italia. Non sappiamo se nascerà un amore ma che ci sia un piacevole stare insieme è roba chiara anche a un orbo.

E il 20% di Forza Italia si può costruire solo in un modo, prendendo le percentuali di altri. Di quali altri e se questo accadrà sarà la storia politica del capoluogo della Tuscia a dircelo nei prossimi anni. Intanto Forza Italia piazza un uomo politico di rango e qualità alla segreteria locale. La messa è, per il momento, finita. Non sappiamo quanti dei presenti se ne saranno andati “in pace”.

 

Fisioterapy Center 800x120
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
aiac_banner_01
Masicar300x300-optimize
Foto Fisioterapy Center
monastero interno
Jeep_Compass_apex_300x300_200
Onda
TdP_Inalazioni
POST FB 01
lafune_300 x 600
Fune 300x300
domenicale post
asvis 2