
VITERBO – A Sala Benedetti ancora “fumante” dello scontro animato, consumatosi all’interno del coordinamento provinciale di Forza Italia, tra Giovanni Arena e Alessandro Romoli il mondo azzurro è in fermento. Il “toro scatenato” Arena ci è andato giù pesante e c’è chi vorrebbe regolare i conti una volta per tutte. Ventilata l’ipotesi espulsione dal partito ma ci sembra più un’esagerazione del momento che una possibilità reale. Anche perché Arena, al netto delle sfuriate, resta un buono per tutti ed è comunque un pezzo della storia di Forza Italia a Viterbo.
In questi giorni, tra l’altro, si è ripreso un po’ le scene della politica locale e rimane l’incognita del tesseramento sulla città capoluogo. E se fosse lui un “signore delle tessere” al prossimo congresso comunale (area capoluogo) dei forzisti? Abbiamo provato a capire qualcosa di più e scoprire un po’ le carte.
La nostra telefonata raggiunge un Giovanni Arena in viaggio per Rieti. Tra una galleria e l’altra gli piazziamo là la domanda secca: “Nel partito è all’angolo perché impera la linea Romoli ma su Viterbo quante tessere ha?” Arena preferirebbe simulare una caduta della linea (probabilmente per non scoprire troppo) ma alla fine qualcosa ci dice: “Ho il mio seguito su Viterbo, vi invito a dare uno sguardo alla mia pagina Facebook e leggere i commenti”.
Replichiamo cercando di portare a casa numeri: “Sì ma i commenti saranno di militanti generici, quanti con la tessera sono con lei al congresso di Viterbo?”. Arena non molla e si tiene per sé quello che sa: “Ho il mio seguito, le persone mi fermano per strada e mi incoraggiano ad andare avanti. Gli elettori di Forza Italia non ci capiscono più, la vedono anche loro questa anomala alleanza con il Pd e non la gradiscono, si domandano cosa faremo nel 2027 con il rinnovo dell’amministrazione comunale a Viterbo”.
“Toro scatenato” sì, ma anche “Grillo Parlante” alle orecchie di Romoli. Intanto da altre fonti intercettiamo la notizia che a Viterbo non si terrà il congresso prima di maggio, quindi c’è tempo. Un tempo naturale, perché prima vanno fatti i paesi, o un tempo tattico per i Romoli boys che magari qualche timore ce l’hanno?
Proviamo a fare sbottonare ancora Arena: “Vuole fare il candidato sindaco a Viterbo?”. La risposta: “Uh quello si decide dieci giorni prima del voto. Piuttosto mi interessa che si torni a parlare di coalizione di centrodestra, perché se non c’è quella non c’è neanche un candidato che può ambire a diventare primo cittadino. Come ci rimettiamo insieme per il voto se continuiamo con queste strambe alleanze che ci sono già costate la fascia da sindaco del capoluogo, non solo a me ma anche al partito che rappresentiamo?”.
“Ancora con questa storia – chiediamo -? Non ha superato quella caduta?”. Risposta di Arena: “Se fossi un giudice assolverei tutti: i consiglieri che sono andati dal notaio e chi ha costruito la convergenza in provincia con il Partito Democratico. Io sto con Forza Italia e con Antonio Tajani. E’ così da trenta anni, continua a esserlo oggi e lo sarà anche domani. Però quello che io dico è vero, è un avvertimento, una voce della coscienza dentro la Forza Italia viterbese”.
Insomma un “toro scatenato” a metà: metà toro e metà Grillo Parlante.






















