'Risiko Terme', tutti i "giocatori" in campo
bullicame
800 Monastero
Riflettori sul termalismo viterbese. In città si sta giocando una partita importante che coinvolge la politica e gli imprenditori interessati al business delle acque termali. Ecco una fotografia del tabellone di questo Risiko cittadino.

‘Viterbo Terme’, un sogno di sviluppo e posti di lavoro. Un’idea di città che è sempre stata nelle corde del capoluogo della Tuscia ma che di fatto, fino a oggi, è rimasta nel congelatore. Un bacino termale veramente generoso, circa dieci volte quello di Chianciano Terme. Città toscana che sulla risorsa termale ha costruito la sua fortuna: fatta di alberghi, ristoranti, centri benessere, stazioni termali e di un gioiello, disegnato dall’architetto Renzo Piano, come le ‘Terme sensoriali’.

L’amministrazione Michelini ha fatto dello sviluppo termale uno dei suoi cavalli di battaglia. Il ruolo della politica nel chiudere questa partita è determinante ma altrettanto fondamentali sono gli imprenditori pronti a scommetterci. Ecco perché abbiamo cercato di tracciare una cartina di chi è pronto, in alcuni casi da anni, a mettersi in gioco e di chi nel gioco c’è già, nella parte del leone o in quella del colibrì.

 

Terme dei Papi. In mano alla famiglia Sensi da decenni è di fatto l’unico tassello, tra l’altro bello grosso, del mosaico del termalismo viterbese avviato e capace di rappresentare una realtà consolidata. Un centro termale all’avanguardia, elegante e invidiabile. Attualmente utilizza circa 40 litri al secondo dell’intera disponibilità di bacino (80 litri al secondo circa).

Pianeta Benessere. Anche in questo caso ci troviamo di fronte a una realtà in piedi da decenni. La disponibilità di acqua termale però è pari a 3,5 litri al secondo e quindi lo sviluppo della realtà imprenditoriale è rimasto limitato. Struttura elegante e di grande effetto, da quello che sappiamo aspirerebbe ad avere più acqua a disposizione.

Oasi Hotel. La società Fenis ha rilevato lo stabile da tempo abbandonato. Si tratta della caratteristica struttura posizionata sulla Cassia Nord e chiusa da anni. L’idea è quella di realizzare una struttura termale moderna. Anche qui il problema è legato alla concessione mineraria: 2 litri al secondo. C’è bisogno di un ampliamento della concessione per rendere possibile un albergo termale, altrimenti il progetto rischia di rimanere fermo al palo.

Agriturismo termale Ciambella. Si tratta di una impresa famigliare che ha investito circa 200mila euro, negli ultimi anni, per dare vita a un agriturismo termale sulla strada Martana, a due passi dalle terme del Bacucco. Hanno una concessione di 2,5 litri al secondo che basterebbero per soddisfare l’idea progettuale di base.

Terme Paliano. E’ un progetto che vede protagonista un imprenditore viterbese piuttosto significativo. Si tratta di Domenico Belli che negli ultimi anni ha acquistato, investendo una fortuna, una trentina di ettari di terreno termale. Obiettivo? Realizzare un’importante struttura, capace di soddisfare il turismo del benessere ma anche la possibilità di organizzare meeting e grossi convegni a Viterbo. Il tutto dovrebbe realizzarsi tra Viterbo e Vetralla, in zona Paliano appunto. Questo imprenditore ha in mano una concessione di 18 litri al secondo.

Terme Inps. Chiusa da decenni di fatto la struttura viene data come prossima a bando. Al momento non ha acqua a disposizione.

Termalismo libero. Il resto dell’acqua del bacino termale, capacità massima 80 litri al secondo, finisce invece nelle cosiddette terme libere: Bullicame, Bagnaccio, Zitelle, piscine Carletti, etc.

 

E’ chiaro che la sentenza del Tar, che di fatto autorizza Terme dei Papi a prelevare quanta acqua ritiene necessaria per il proprio business, complica la delicata partita del termalismo viterbese. Al Comune l’ardua sentenza sul da farsi.

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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