
Rimpasto, sarà una rivoluzione o una restaurazione? E’ ancora difficile dirlo anche se, è noto, Leonardo Michelini ha fino a oggi mostrato un volto da conservatore, almeno in materia di giunta. Per il primo cittadino è sempre un problema mettere mano alla sua squadra, è sempre stato restio e ogni volta ha cercato di muovere il meno possibile.
Come andrà a finire questo giro non siamo in grado di prevederlo. Ad ascoltare le sue parole però sembra che certe convinzioni non siano mutate. Dovrà però fare i conti con una spinta all’interno della sua maggioranza che proviene dall’ala “serra-panunziana” e che punta a una rivoluzione. Una richiesta di cambiamento consistente, capace di segnare una discontinuità con i due anni appena trascorsi. Una richiesta che suona in termini spicci così: tre assessori in giunta.
Per Serra & Co. va bene Antonio Delli Iaconi, e così uno degli assessori rivelatosi più cari a Michelini sembrerebbe al sicuro. Poi puntano all’ingresso nell’esecutivo di Alessandra Troncarelli, molto vicina al consigliere regionale Enrico Panunzi e infine un terzo assessore. Nell’incontro con il sindaco di lunedì non hanno però avanzato dei nomi. La linea è la seguente: “prima si affrontano i ragionamenti, poi si riempiono le caselle”. Le indiscrezioni però spingono in avanti il nome di Sandro Mancinelli, renziano viterbese della prima ora e uomo vicinissimo a Serra.
Tutto questo però si scontra con l’impostazione micheliniana di una giunta a sette assessori. Se tre vanno alla parte del Pd che in consiglio comunale è maggioranza e due, di area “popolare”, sono considerati intoccabili è chiaro che gli spazi di rappresentanza per le altre forze di sostegno a Michelini si restringono eccessivamente. 5 assessori del Pd su una giunta di 7 rendono la coperta eccessivamente corta.
Ora bisogna attendere chi tra la “conservazione” di Michelini e la “rivoluzione” dei “serra-panunziani” vincerà il braccio di ferro. Certo è che se la spinta “serra-panunziana” si limitasse all’ingresso di Alessandra Troncarelli si rivelerebbe piuttosto debole. Troncarelli infatti sarebbe potuta entrare in giunta dal giorno dopo delle dimissioni spontanee di Fabrizio Fersini. Non c’era quindi bisogno di attendere così a lungo, far passare una votazione provinciale e bloccare di mesi un assessorato importante come i Servizi Sociali.
Insomma se i “serra-panunziani” non riusciranno a spuntare il terzo assessore la loro battaglia politica si tradurrebbe in una vittoria di Pirro. E la discontinuità richiesta rispetto al passato di fatto non esisterebbe, depotenziando pesantemente sul piano politico il nuovo soggetto nato sull’asse Serra-Panunzi.
Entro venerdì il sindaco dovrebbe dare la lista della nuova giunta, così potremo capire come stanno le cose.


















