Il ricordo del sindaco Arena di Marcuccio Marcucci
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VITERBO - "Lo ricorderò come un amministratore molto capace e battagliero, con l’opposizione e anche all’interno della sua maggioranza. Il suo era sempre un contributo utile e costruttivo".

VITERBO – “Con grande dispiacere ho appreso la notizia della scomparsa di Marcuccio Marcucci. Ho iniziato insieme a lui nel ‘95 il mio percorso politico e amministrativo – così il sindaco Giovanni Arena -.

Un collega di grande valore con cui ho condiviso un rapporto ultradecennale di amicizia, vita di partito ed esperienze amministrative. Era sempre difficile controbattere le sue considerazioni e affermazioni: quando interveniva, in consiglio e non solo, lo faceva solo dopo essersi accuratamente documentato e dopo aver verificato le sue tesi.

Lo ricorderò come un amministratore molto capace e battagliero, con l’opposizione e anche all’interno della sua maggioranza. Il suo era sempre un contributo utile e costruttivo. A nome mio personale e di tutti coloro che con lui hanno condiviso un percorso amministrativo e politico, rivolgo le più sentite condoglianze alla famiglia Marcucci per la scomparsa del caro Marcuccio”.

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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