Il retroscena\ Viva Viterbo e la costruzione dell'uscita
Barelli Santucci Rossi De Alexandris Viva-Viterbo
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L'articolo che state per leggere è stato scritto prima dello strappo a notte fonda di Viva Viterbo con il resto della maggioranza. Abbiamo deciso di pubblicarlo comunque perché riesce a fornire un dettaglio in più sulla giornata di ieri.

L’articolo che state per leggere è stato scritto prima dello strappo a notte fonda di Viva Viterbo con il resto della maggioranza. Abbiamo deciso di pubblicarlo comunque perché riesce a fornire un dettaglio in più sulla giornata di ieri.

Il Retroscena. Il sindaco Leonardo Michelini si era fatto garante di Viva Viterbo, in cambio Filippo Rossi avrebbe dovuto ritirare gli emendamenti più corposi. Quelli “provocatori”, mantenendo quelli “accettabili” dal punto di vista finanziario che sarebbero stati votati dalla maggioranza. Una posizione, quella del sindaco, che probabilmente non ha trovato il favore di molti dei consiglieri comunali.

L’accordo, raggiunto durante una riunione di maggioranza convocata all’ora di pranzo di ieri, sarebbe stato comunque rispettato nonostante i malumori. A non mantenere gli impegni però sarebbe stata Viva Viterbo. Che è arrivata in Consiglio senza aver ritirato gli emendamenti. Una posizione che ha stizzito il sindaco Leonardo Michelini al quale, poi, Filippo Rossi ha chiesto, invano, di esprimersi sul Teatro dell’Unione.

L’ennesima provocazione che assomiglia più a una richiesta di cacciata dalla maggioranza, che ad altro. Gli esponenti di Viva Viterbo dal canto loro hanno continuato però a recitare la stessa parte: “Facciamo queste proposte – dicono – nell’interesse della città, non nel nostro”.

Passata la discussione del bilancio, quanto durerà Giacomo Barelli in giunta? Questa era la domanda da farsi ieri sera. Date le  premesse, le spinte del Pd e dei civici, e l’epilogo di tarda notte (qui), già lo sappiamo. Viva Viterbo sembra aver agito per costruirsi una via d’uscita credibile.

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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